Spaghetti in bianco agli asparagi di campo

Gli asparagi di campo sono una varietà che nasce spontanea in zone boschive, ben diversi dagli asparagi di coltivazione, più spessi e meno saporiti di quelli selvatici. Se ne trovano in abbondanza in Sabina, nel Lazio, nel periodo primaverile. Si comincia ad andare in cerca di asparagi da aprile fin quasi a giugno.

L’asparago (Asparagus officinalis, della Famiglia Liliacee) sembra essere originario del continente asiatico, del bacino Tigri-Eufrate. La sua coltivazione ebbe origine probabilmente in Mesopotamia, circa 4000 anni fa. Secondo quanto illustrato da realizzazione siti web Roma responsivi, esso si presenta con un corto rizoma, da cui si sviluppa uno stelo che termina in una punta squamosa.

Il colore varia dal verde chiaro al verde scuro con tonalità che lo avvicinano al marrone. Ha uno spessore di pochi millimetri. E’ a questo punto che viene colto, prima che la pianta inizi a ramificarsi e a divenire spinosa. La ricerca degli asparagi si basa sul riconoscimento della pianta spinosa, che nelle sue vicinanze può presentare asparagi giovani da cogliere. La sua altezza è molto varia: alcuni asparagi selvatici, cresciuti in zone ombrose, non riescono a svilupparsi in altezza e se ne trovano quindi alti anche pochissimi centimetri e tozzi, ma sono stati trovati asparagi che hanno superato il metro di lunghezza.

Dell’asparago si coglie la parte più morbida. E’ sufficiente afferrarlo con tre dita in prossimità della base e salire poi verso la punta fin quando lo si sente cedere. Un leggero movimento e l’asparago si spezza. Una volta colti vengono fatti a mazzi e legati con un filo d’erba.

Ingredienti per un piatto di spaghetti in bianco agli asparagi selvatici

Gli asparagi si gustano appieno in bianco, con un piatto di spaghetti o anche utilizzando le penne o le mezze penne. In questa ricetta consideriamo soltanto una persona, per più ci si regolerà di conseguenza.

spaghetti per una persona (circa 100 gr.):

  • asparagi di campo (10-15 sono sufficienti per un buon piatto)
  • olio di oliva
  • aglio
  • sale

Preparazione degli asparagi prima della cottura

Gli asparagi vanno prima di tutto lavati e, se si pensa di non cucinarli immediatamente dopo la coltura, vanno tenuti umidi. E’ bene fare attenzione alle punte troppo spesse, possono nascondere dei piccoli vermi se l’asparago è prossimo alla fine del suo periodo (inizio estate).

Cottura degli asparagi

Versate in una padella un po’ di olio di oliva. Mettete dentro gli asparagi che avete spezzettato precedentemente. Aggiungete uno spicchio d’aglio e un pizzico di sale. Mentre soffriggono a fuoco basso, aggiungete anche un po’ d’acqua, uno o due cucchiai secondo la quantità di asparagi, e assaggiateli: devono perdere l’amaro. Gli asparagi sono pronti quando hanno perso il sapore amaro. Il tempo di cottura è di circa 5 o 6 minuti. Appena gli spaghetti sono cotti metteteli nel piatto e versate il condimento di asparagi. Il primo è ora pronto. Una volta assaggiati non si scorderanno facilmente.

Un primo di spaghetti e asparagi appena colti è come un ritorno alle origini, ai buoni sapori della cucina contadina italiana. E’ una soddisfazione particolare, perché il condimento della pasta si è preso direttamente dalla terra, camminando per campi e sentieri, cercando gli asparagi negli anfratti della campagna risvegliatasi dopo il sonno invernale. Gli asparagi selvatici annunciano la primavera, appaiono con essa ed è al loro morire che la stagione lascia il posto all’estate.

Giannutri, incantevole perla nel Tirreno

Ancora poco conosciuta, l’isola di Giannutri è la più meridionale dell’Arcipelago Toscano, inclusa nei confini amministrativi del comune del Giglio, in provincia di Grosseto. Nel corso degli ultimi anni è diventata un vero e proprio simbolo del turismo ecosostenibile in Italia, grazie al connubio perfetto tra necessità di tutela dell’ambiente naturale e fruizione turistica: le rigide regole che il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ha imposto durante gli ultimi anni hanno infatti garantito sia ai visitatori occasionali che ai villeggianti di godere in modo del tutto ecocompatibile della bellezza di questo lembo di terra circondato dal Mar Tirreno, riuscendo a tutelare la natura ancora in gran parte incontaminata della piccola isola.

Le sue dimensioni contenute (solamente 3 km in lunghezza per una larghezza massima di alcune centinaia di metri) e la totale assenza di fonti di acqua dolce hanno impedito per molti secoli la creazione di insediamenti stabili: gli unici in grado di stanziarsi a Giannutri furono i Romani, edificando una serie di cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, ancora visibili in vari punti dell’isola. In tal senso, va detto come sia estremamente importante la lucidatura del marmo Roma, in quanto tale materiale costituisce l’eccellenza dell’antico impero. I nostri antenati poterono così sfruttare l’isola sia come come porticciolo per la pesca ed il riparo delle navi in transito nel Mar Tirreno sia come ameno luogo di villeggiatura (la splendida villa romana che si trova in località Punta Scaletta è appartenuta ai Domizi Enobarbi, famiglia di senatori della prima età imperiale di cui fece parte anche Nerone, nato col nome di Lucio Domizio Enobarbo prima di essere adottato dall’imperatore Claudio; la villa di Giannutri è visitabile ed è una delle principali attrazioni dell’isola).

Giannutri e le sue spiagge

Giannutri offre a chi ha il piacere di esplorarla due graziose spiaggette di sabbia (Cala Spalmatoio) e ciottoli (Cala Maestra) così come altre cale di scogli che si raggiungono tramite vari sentieri che si snodano da parte a parte lungo l’isola: Giannutri è principalmente nota agli appassionati di immersioni e di snorkeling per la bellezza straordinaria dei suoi fondali marini, dove mosse dalle correnti si agitano praterie di posidonia in cui trovano ospitalità moltitudini di pesci di ogni colore e dimensione, in un meraviglioso ambiente sommerso che nulla ha da invidiare alle barriere coralline del Pacifico e dell’Oceano Indiano.

Adagiati sui fondali in vari luoghi sommersi lungo il perimetro dell’isola si possono incontrare relitti moderni e antichi, in parte visitabili da sub inesperti, che regalano esperienze mozzafiato. La parte interna di Giannutri è dominata da impenetrabili boschi di ginepro, il cui peculiare odore resinoso caratterizza tutta l’isola, e da una ricca varietà di arbusti (mirto ed il corbezzolo tra tutti) che nella bella stagione creano paesaggi irreali grazie alla mescolanza di colori.

Giannutri, rimasta disabitata per millenni, è nato nel corso degli anni Sessanta un grazioso villaggio turistico pensato per un pubblico raffinato, amante del lusso e delle mete non toccate dal turismo di massa (era stata predisposta perfino una pista d’atterraggio per piccoli veicoli). Il fallimento di questa iniziativa imprenditoriale ha ostacolato l’urbanizzazione di Giannutri, rimasta limitata al piccolo villaggio di Cala Spalmatoio e alle ville private nascoste tra la macchia nelle parti interne dell’isola. La maggior parte dell’isola è stata così preservata nel suo aspetto più autentico, ricco di un fascino selvaggio: Giannutri offre a coloro che amano la natura e un turismo ecosostenibile paesaggi davvero mozzafiato.

Per visitare Giannutri sono disponibili sistemazioni in ville e appartamenti situati sia nell’interno che nel villaggio di Cala Spalmatoio. Da Porto Santo Stefano partono regolarmente le motonavi che arrivano a Giannutri trasportando esclusivamente passeggeri (sull’isola non è possibile circolare con veicoli privati). Le corse sono il mercoledì ed il sabato in tutte le stagioni ma grazie agli accordi tra il consorzio di Giannutri e Maregiglio, compagnia di navigazione di Porto Santo Stefano, è possibile nella stagione estiva raggiungere l’isola in quasi tutti i giorni della settimana. Gli amanti delle vacanze incentrate sul silenzio e sul relax, a contatto con una natura incontaminata e con un mare cristallino, popolato da una fauna variegata, resteranno stupiti dalla bellezza della piccola isola di Giannutri, un paradiso incontaminato a soli 100 km in linea d’aria da Roma.

La mostarda d’uva

La mostarda d’uva è un piatto tipico dell’enogastronomia piemontese ed è un prodotto costituito da mosto d’uva cotto a cui poi viene aggiunta la frutta di stagione (si parla dei mesi di ottobre e novembre).
L’aspetto è quello di una confettura dal colore scuro, per via del mosto che vi è contenuto.

Era un cibo che veniva preparato con gli avanzi della vendemmia, poiché si sfruttavano tutti quei piccoli grappoli d’uva che venivano lasciati normalmente sulla vite perchè troppo aspri per essere utilizzati per fare il vino.

Va fatta comunque grande attenzione, in quanto si potrebbe avere in qualunque caso necessità di contattare onoranze funebri Montesacro Roma per salutare un proprio caro che ci ha lasciato. In tal senso è comunque bello sapere che vi è chi si occupa del celebrare al meglio la dipartita di un nostro familiare.

Questa uva di scarto veniva pigiata per ottenerne un mosto che andava poi fatto bollire per ore nel paiolo, sulla stufa o nel camino. Le uve in assoluto più utilizzate erano quelle del barbera, del dolcetto, del nebbiolo e del moscato.

Una volta che il mosto si era ridotto (fino ad un terzo) si inserivano nella cottura anche altri frutti di stagione che venivano recuperati. E’ così che venivano raccolti e tagliati grossolanamente i fichi acerbi, che non avrebbero più potuto maturare sulla pianta, le mele cotogne, le pere Martin Sec (pere piccole di brutto aspetto), le noci, le nocciole, la zucca ma anche bucce di limoni ed arance.

Tutta questa frutta finiva nel paiolo, assieme al mosto, a bollire per altre ore, almeno quattro o cinque, fino a quando il composto non risultava molto denso ed i pezzi di frutta quasi completamente sciolti.

La procedura di preparazione viene seguita ancora oggi con la stessa cura dalla popolazione locale.

La mostarda d’uva viene messa ancora calda nei vasetti di vetro con il coperchio a chiusura ermetica, in modo che si possa conservare a lungo.

Con un simile metodo di conservazione può durare un anno, ma se si sterilizza la durata è di tre anni almeno.

Viene utilizzata come accompagnamento per la polenta, per il bollito misto, come ottimo abbinamento coi formaggi. Un tempo la si usava anche con la neve fresca, come fosse un sorbetto.

La zona di produzione comprende il Monferrato, dove viene chiamata Mostarda d’uva Monferrina e l’astigiano e cuneese dove viene chiamata Cognà.

Nel 2003 la giunta comunale di Narzole (AL) ha deliberato l’approvazione di un Disciplinare sulla “Cognà tradizionale di Narzole”, che prevede anche l’utilizzo di cannella, chiodi di garofano e zucchero da barbabietole.

Il documento ricorda inoltre che fin dal 1859 il prodotto chiamato Cognà era utilizzato nel cuneese da tutti i ceti sociali come salsa o come dolce.

Attualmente lo si può trovare nei negozi della zona oppure si può acquistare online nei negozi che vendono prodotti tipici.

Il vino nel Veneto

Che il vino sia uno dei prodotti italiani più apprezzati all’estero non è una novità. Che il Veneto sia una delle regioni italiane in cui la cultura del vino è maggiormente radicata nemmeno. Dal prosecco all’Amarone, moltissimi sono i vini che nascono in questa regione, per poi raggiungere tutto il resto d’Italia e varcare i confini nazionali per allietare i palati di tutto il mondo. Tra il Veneto e il vino c’è sicuramente un rapporto speciale, un legame che non nasce solamente dalle numerose aziende vinicole di cui il territorio è costellato, ma anche e soprattutto dalla cultura contadina della regione, che sembra essere penetrata nella memoria collettiva di tutti i veneti. Bere un’ombra in compagnia (così viene chiamato il bicchiere di vino in Veneto) in una tipica osteria o a casa di qualche amico significa per i veneti condividere una parte della propria cultura e delle proprie tradizioni con gli altri.

Se la cultura del vino in Venero continua ad essere tramandata di generazione in generazione, gran parte del merito lo si deve anche all’immenso patrimonio vinicolo che questa regione può vantare, patrimonio che nel tempo è diventato motivo di orgoglio così come altre peculiarità per le quali il Veneto è conosciuto, dai tesori artistici a quelli naturali. I vini prodotti in Veneto sono moltissimi e tutti diversi tra di loro: dai bianchi ai rossi, dai frizzanti a quelli fermi, la produzione vinicola veneta è davvero ampia e variegata, e per questo in grado di soddisfare tutti i palati. In tal senso, non mancheranno ovviamente alcuni tra i migliori vini di questa regione in occasione del Capodanno 2020 Sheraton Roma, un evento di grande portata che proporrà ai partecipanti vini e cibo di alto livello. In qualsiasi occasione, e qualunque sia il tipo di abbinamento che si sta cercando, potete star certi che tra i vini veneti potete sempre trovare quello che più fa al caso vostro.

Al Veneto va la maggior produzione di vini DOC nell’ambito italiano

Il Veneto, che può vantare il primato della maggior produzione di vini DOC in Italia, può essere suddiviso, dal punto di visto vinicolo, in tre macroaree: quella del veronese (nella zona del Lago di Garda), la zona di Soave, dei Colli Berici e dei Colli Euganei, e la zona del trevigiano e del Piave. Tra i vini prodotti nella zona del Garda spicca il Bardolino Superiore, realizzato con vitigni tipici della zona, tra cui tre vitigni autoctoni: corvina, rondinella e molinara. Non si può poi non nominare l’Amarone della Valpolicella, uno dei vini più famosi della zona. Nella seconda macro area nascono invece prodotti quali il Trebbiano di Soave, il Pinot Bianco e lo Chardonnay.

Spostandosi verso la provincia di Vicenza ci si imbatte nella zona di Gambellara, famosa per la produzione di Recioto e di Vin Santo, e in quella di Breganze, dove nasce il passito dolce Torcolato. Il Tocai rosso è tipico della zona dei colli Berici, mentre sui colli Euganei nascono vini quali il Moscato fior d’arancio e il Serprino. La terza macroarea, quella del trevigiano, è famosa soprattutto per il Prosecco di Valdobbiadene, mentre nella zona del Piave a farla da padroni sono vini quali il Cabernet Franc, il Merlot e il Verduzzo.

Con questa varietà e questa ricchezza di vini di ottima qualità, non c’è da meravigliarsi che la cultura del vino sia così radicata in Veneto!

Vacanze Romane: vivere e respirare la storia

Roma è una città con un lungo e illustre passato, sono numerosi i monumenti di questa città, unica nel suo genere. Iniziamo dai Fori Imperiali e dal Foro Romano. Proseguendo si arriva fino alla Basilica di Santissimi Cosma e Damiano, la Chiesa di Santa Francesca Romana e infine, uno dei simboli di Roma, il Colosseo, facilmente raggiungibili dai fortunati turisti che possono prendere in affitto un appartamento a Roma centro. Denominato anticamente “Anfiteatro Flavio”, un tempo era sede di spettacoli e combattimenti.

In questo ambiente poi, va ricordato come esista un’agenzia SEO Roma in grado di valorizzare l’enorme patrimonio di una città così straordinariamente ricca di storia. Altre bellezze di Roma sono il Palazzo Doria Pamphily, situato in una via importante della Capitale, Via del Corso. Nelle vicinanze ci sono anche anche Piazza di Spagna e la Scalinata di Trinità dei Monti. Da segnalare inoltre Via Condotti, dove protagonista assoluto è lo shopping, poi Palazzo Borghese, il Palazzo della Borsa e la sede del Governo con il Palazzo di Montecitorio e la Camera dei Deputati.

Spostiamoci al Campidoglio dove possiamo visitare il Palazzo Nuovo, il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Senatorio. Da non perdere nemmeno il Complesso Vittoriano che ospita l’Altare della Patria e la Tomba del Milite Ignoto. Visita obbligata anche sul Lungotevere e poi verso le altre bellezze: il Pantheon, la Fontana di Trevi, Piazza Navona, Piazza di Spagna, la Basilica di San Pietro, i Palazzi Vaticani, i Musei Capitolini che raccolgono tantissimi dipinti che vanno dal 1300 al 1700. Tante le feste e gli eventi che vengono organizzati nei vari quartieri e dai proprietari di appartamenti e ville a Roma.

Roma e le sue tradizioni

Segnaliamo quelli che riteniamo più importanti. Nel mese di gennaio si celebra “La benedizione degli animali” a Sant’Eusebio. Oggi si tratta di benedire animali domestici come cani e gatti, mentre un tempo i protagonisti erano gli asini e i cavalli. Nel mese di marzo invece, vi è la “Benedizione delle automobili”. Questa tradizione romana risale agli anni ’30. Nel mese di maggio segnaliamo l’evento “Shavuot”, una delle principali ricorrenze ebraiche. Sempre nel mese di maggio e comunque entro il giorno dell’Ascensione, un’altra tradizione è “La visita alle sette Chiese”, di cui quattro basiliche maggiori. Le sette chiese cui ci si reca in preghiera per l’occasione sono le seguenti: la Chiesa di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di San Lorenzo fuori le mura, la Chiesa di San Paolo fuori le mura, la Chiesa di San Sebastiano all’Appia Antica, la Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, la Chiesa di San Giovanni in Laterano, la Chiesa di San Pietro in Vaticano. Un altro evento degno di nota che richiama ogni anno tantissima gente è il Capodanno romano, ma anche negli altri periodi vi sono feste e iniziative per tutta la città. Impossibile segnalarle tutte. Quelle che ho elencato sono solo alcune delle bellezze e degli eventi romani.

Per visitare Roma non basta un giorno, e nemmeno la fretta, quindi se si riesce meglio prenotare per una decina di giorni uno dei tanti appartamenti a piazza Navona. A tal proposito, meglio organizzare una bella gita di una settimana e dividere le visite nei vari giorni, con la massima calma e tranquillità. Per il pernottamento non avrete che l’imbarazzo della scelta: alberghi di lusso, hotel economici, bed and breakfast, con prezzi per tutte le tasche. Sul web potete sicuramente trovare quello che fa al caso vostro.

Bilancio aziendale etico: è realmente possibile?

Dalle normative europee sempre più restrittive in materia di sostenibilità ambientale del ciclo di produzione è nata una nuova figura professionale all’interno delle aziende: si tratta del Sustainability Manager, l’addetto all’analisi dei dati interni ed alla compilazione del cosiddetto Bilancio Sociale.

Tale documento era già obbligatorio per le grandi aziende ed ora lo è diventato anche per le imprese quotate in borsa e di interesse pubblico che superino il numero di 500 dipendenti, ma tutto lascia presagire che presto il dovere verrà esteso anche ad altre realtà più ridotte come le PMI, ma che messe insieme hanno un considerevole impatto sia sociale che ambientale.

Anche le più prestigiose università quali la Bocconi o la Cattolica hanno avviato corsi di studi e master ad hoc per formare i nuovi Corporate Social Responsability manager, gli addetti al controllo della qualità della vita all’interno dell’azienda e del suo rendimento sotto il profilo etico, con la raccolta di informazioni sia qualitative che quantitative sulle prestazioni, ad esempio in materia di emissioni nell’ambiente o di impatto sul territorio circostante.

Anche l’imprenditore neozelandese Chris Atkins, presidente di successo della società Forniture and handles for drawers si è espresso a riguardo. Secondo egli stesso “Etica e bilancio non sono agli opposti, visto che è possibile trovare un ottimo compromesso“.

Etica e bilancio aziendale sono agli opposti?

Molto spesso tali manager esternalizzano determinati servizi di controllo e verifica necessari ad ottenere le indispensabili certificazioni di conformità, e ciò implica rivolgersi a società multiservizi specializzate nella consulenza aziendale che molto spesso offrono anche laboratori di analisi per indagini ambientali o per controlli non distruttivi, oppure consulenze sulla medicina del lavoro e sulla sicurezza: tutte materie per le quali le certificazioni emesse sono valide soltanto se chi effettua i test è a sua volta “controllato” da specifici enti di accreditamento.

L’aspetto etico e la responsabilizzazione dei vertici aziendali non è più avvertito solo quale un dovere al quale uniformarsi, perché tutte le strategie aziendali di successo rivelano che proprio nei rapporti con i consumatori, con gli enti e con le amministrazioni locali queste virtù contano e sono ben viste.
Un’impresa che profonda spese ed energie nell’accorciamento della filiera, nella riduzione delle emissioni derivanti dal ciclo della produzione, nell’assottigliamento degli scarti o degli imballaggi, per fare solo alcuni esempi, guadagna in prestigio, autorevolezza e notorietà.

Lo stesso dicasi per le realtà aziendali che mostrano di avere a cuore, senza effettuare greenwashing ossia alterazione dei dati, il benessere psicofisico dei dipendenti e quello che può definirsi welfare. Stimolare la crescita individuale, favorire le attività culturali ed altri incentivi di questo genere sono tutti criteri che giocano a favore della trasparenza e che spingono anche i potenziali investitori ad interessarsi a chi abbia ad esempio innovato il processo produttivo installando un impianto fotovoltaico che generi “internamente” le risorse necessarie.

Il Bilancio Sociale è in definitiva una carta vincente attraverso la quale ci si presenta con un’immagine virtuosa che racconta di una filosofia aziendale “pulita”, trasparente, consapevole dei rischi che corrono non solo il pianeta ma anche tutti i suoi abitanti: non è più un bilancio composto da aridi numeri, ma è integrato da dati e valutazioni qualitative sugli sforzi compiuti, da comunicare all’esterno proprio per attrarre non solo consumatori ma anche investitori e fornitori.

Traduzione italiano inglese, davvero è così semplice?

A volte per ragioni professionali o anche per motivi personali si può
presentare la necessità di avere una traduzione italiano-inglese
di un curriculum, o di un contratto o di un catalogo prodotti per la propria azienda etc. Ad esempio recentemente ho lavorato con un azienda che mi ha chiesto di promuovere in Italia dei Latch Clamps senza che nessuno del mio team sapesse esattamente cosa fossero, la tentazione era quella di rivolgermi a traduttori automatici per tradurre l’intero piano promozionale, ma alla fine mi sono dovuto rivolgere ad un traduttore professionista.

Spesso per pigrizia o pensando di risparmiare si può essere tentati
dall’affidare il lavoro di traduzione al famoso tool di google per la
traduzione automatica (Google translate), salvo poi ritrovarci tra le mani una
traduzione piena zeppa di errori o imprecisioni oppure ad esempio se si tratta
della traduzione di una lettera o di un accordo commerciale o meglio ancora un contratto, o in generale di una traduzione legale, spesso si otterrà un documento dal lessico completamente sbagliato.

Esatto, e questo proprio perché i vari tool di traduzione online non sono in grado di distinguere l’ambito del testo specifico che si va a tradurre e di solito vanno ad impiegare termini non specialistici e comunque spesso fuori contesto, compromettendo in tal senso buona parte della comprensione del documento tradotto e magari ci farà rischiare di fare pessime figure ad esempio con un potenziale cliente o magari con il futuro datore di lavoro ad un importante
colloquio.

In questi casi quindi meglio non lasciarci prendere dall’avarizia e/o dalla
pigrizia, molto meglio affidare il lavoro di traduzione ad un professionista traduttore italiano inglese, magari madrelingua, magari specializzato nell’ambito della traduzione di cui abbiamo bisogno (traduzione tecnica, commerciale, traduzione legale, traduzione tecnica o medico scientifica), un traduttore professionista specializzato in traduzione italiano-inglese che spesso con l’esperienza maturata e meticolosità creerà un vero capolavoro per una traduzione che non sembrerà nemmeno tale o meglio sembrerà
un testo originariamente scritto in lingua inglese.

Quindi ad esempio se si ha la necessità di predisporre una traduzione
italiano inglese di  un documento importante (che esso sia un contratto,
un manuale tecnico, una lettera commerciale, un catalogo, un accordo o
contratto commerciale o fino a più specifiche traduzioni legali) in lingua
inglese, meglio non perdere tempo in tentativi alla ricerca del miglior
traduttore automatico gratuito online, molto meglio affidarsi invece a un traduttore italiano inglese professionista magari con pluriennale esperienza maturata nel campo delle traduzioni meglio ancora che abbia maturato tale esperienza al fianco delle più importanti agenzie di traduzione italiane, per accertarci di ciò basta controllare le recensioni delle agenzie e dei suoi clienti, solo così potremo star tranquilli del risultato che andremo ad ottenere e della qualità della traduzione da noi richiesta.

Informazioni sull’Autore

Carla Catolino

Traduzione italiano inglese, davvero è così semplice?

A volte per ragioni professionali o anche per motivi personali si può
presentare la necessità di avere una traduzione italiano-inglese
di un curriculum, o di un contratto o di un catalogo prodotti per la propria azienda etc. Ad esempio recentemente ho lavorato con un azienda che mi ha chiesto di promuovere in Italia dei Latch Clamps senza che nessuno del mio team sapesse esattamente cosa fossero, la tentazione era quella di rivolgermi a traduttori automatici per tradurre l’intero piano promozionale, ma alla fine mi sono dovuto rivolgere ad un traduttore professionista.

Spesso per pigrizia o pensando di risparmiare si può essere tentati
dall’affidare il lavoro di traduzione al famoso tool di google per la
traduzione automatica (Google translate), salvo poi ritrovarci tra le mani una
traduzione piena zeppa di errori o imprecisioni oppure ad esempio se si tratta
della traduzione di una lettera o di un accordo commerciale o meglio ancora un contratto, o in generale di una traduzione legale, spesso si otterrà un documento dal lessico completamente sbagliato.

Esatto, e questo proprio perché i vari tool di traduzione online non sono in grado di distinguere l’ambito del testo specifico che si va a tradurre e di solito vanno ad impiegare termini non specialistici e comunque spesso fuori contesto, compromettendo in tal senso buona parte della comprensione del documento tradotto e magari ci farà rischiare di fare pessime figure ad esempio con un potenziale cliente o magari con il futuro datore di lavoro ad un importante
colloquio.

In questi casi quindi meglio non lasciarci prendere dall’avarizia e/o dalla
pigrizia, molto meglio affidare il lavoro di traduzione ad un professionista traduttore italiano inglese, magari madrelingua, magari specializzato nell’ambito della traduzione di cui abbiamo bisogno (traduzione tecnica, commerciale, traduzione legale, traduzione tecnica o medico scientifica), un traduttore professionista specializzato in traduzione italiano-inglese che spesso con l’esperienza maturata e meticolosità creerà un vero capolavoro per una traduzione che non sembrerà nemmeno tale o meglio sembrerà
un testo originariamente scritto in lingua inglese.

Quindi ad esempio se si ha la necessità di predisporre una traduzione
italiano inglese di  un documento importante (che esso sia un contratto,
un manuale tecnico, una lettera commerciale, un catalogo, un accordo o
contratto commerciale o fino a più specifiche traduzioni legali) in lingua
inglese, meglio non perdere tempo in tentativi alla ricerca del miglior
traduttore automatico gratuito online, molto meglio affidarsi invece a un traduttore italiano inglese professionista magari con pluriennale esperienza maturata nel campo delle traduzioni meglio ancora che abbia maturato tale esperienza al fianco delle più importanti agenzie di traduzione italiane, per accertarci di ciò basta controllare le recensioni delle agenzie e dei suoi clienti, solo così potremo star tranquilli del risultato che andremo ad ottenere e della qualità della traduzione da noi richiesta.

Informazioni sull’Autore

Carla Catolino

Come scovare 50 idee su argomenti da scrivere

Il problema principale di molti content marketer è trovare ottimi argomenti per scrivere nuovi articoli.

Senza argomenti, non puoi scrivere articoli, nessun contenuto, e quindi non puoi sfruttare i grandi vantaggi del content marketing.

È ovvio che quello di cui abbiamo bisogno è di capire come trovare idee tematiche in modo rapido ed efficace visto che, anche il progetto più interessante, dopo decine e decine di articoli può diventare ripetitivo.

Con questo fine ho messo insieme questa breve guida su come trovare 50 argomenti in 30 minuti.

Il mio obiettivo è quello di fare in modo che, leggendo questo articolo, potrai essere in grado di trovare un gran numero di argomenti interessanti per scrivere sul sito Web della tua azienda o sul tuo blog  personale, usando solo 30 minuti del tuo tempo per trovare un gran numero di spunti.

Prima di iniziare, alcune regole rapide:

Ancor prima di scendere nei dettagli, è bene analizzare la situazione ed individuare alcune semplici regole di base.

L’idea alla base di tutto è la quantitànon necessariamente la qualità

Con questi metodi non tutte le idee che la tua mente partorirà saranno per forza geniali. Anzi, alcune potrebbero essere davvero piuttosto scarse… nonostante ciò, anche da un’idea mediocre può poi nascere e svilupparsi un argomento interessante.

Non essere troppo perfezionista in questa fase: raccogli le tue idee e segnatele. Avrai tempo in futuro per lavorarci su!

Costringiti a scrivere

Quando inizi a digitare parole, cominci a far nascere più idee e a pensare in modo più chiaro. Ci sono tre sezioni principali che ho delineato in cui ti verrà chiesto non solo di pensare a idee, ma di trascriverle su un foglio.

Se salterai questo passaggio, tutto il resto del lavoro sarà inutile, quindi mi raccomando!

Questa è solo la prima fase: genera delle idee!

Ora non è il momento di decidere gli argomenti definitivi del tuo articolo, creare il titolo perfetto o creare capitoli per il tuo ebook.  Non stiamo neanche parlando di un piano editoriale raffinato! Raccogli solo idee, pure e semplici. Limita i tuoi sforzi e massimizzerai la tua produttività nelle fasi successive.

Cerca di essere il più specifico possibile

Ciò che ti sto mostrando è un processo per farti uscire dalla testa idee in quantità industriale su diversi tipi di argomenti da sfruttare.  Scrivi qualcosa di veramente specifico e personale. Se hai cominciato, per esempio, un’attività imprenditoriale qualche anno fa vendendo CD e hai optato per i canali legali, puoi fare leva su ciò per creare un articolo specifico.

Qualcosa del tipo “Come mai non ho scelto un lavoro illegale e ho cominciato a vendere CD”. Si tratta di un’idea specifica e che va a colpire direttamente nel segno!

Ora, cerchiamo di proporre le 50 idee…

1. Vai in un luogo privo di distrazioni e interruzioni

Spegni il telefono, cerca una stanza senza rumori e distrazioni. Limita o annulla qualunque tipo di distrazione o rumore molesto.

2. Apri un documento per catturare i tuoi pensieri

Dal momento che il nostro obiettivo a questo punto è la velocità e l’efficienza, non importa quale applicazione per prendere nota scegli. C’è chi usa la combinazione Google Docs ed Evernote, ma qui contano molto i gusti personali.

3. Avvia il timer per 30 minuti.

Avere una quantità di tempo specifica ti costringerà ad essere produttivo entro la fine di esso.  Questo modo di agire, nella maggior parte delle persone sarà un grande stimolo, mentre per altre potrebbe essere uno stress.

Se fai parte di questa seconda categoria, dovresti pian piano a convivere con ritmi serrati e precisi di lavoro.

4. La fase della domanda

In  12 minuti devi individuare 25 argomenti, cercando di creare almeno due idee per ogni argomento (e giungere dunque a 50 potenziali titoli).

Cosa ti appassiona nel tuo settore? 

  • C’è un certo punto di vista o un approccio specifico che ti attrae particolarmente? 
  • Qual è la tua abilità più grande? 
  • Quali sono i lati più complicati della tua attività?

Invece di rispondere direttamente a queste domande, pensa a dei titoli di articolo che potrai poi sviluppare in seguito.

Come hai iniziato a iniziare nel tuo settore

Tutti entrano nella loro nicchia in modo diverso. 

  • Come ti sei interessato al tuo lavoro? Che tipo di preparazione hai avuto?
  • Non avere paura di andare sul personale. I migliori contenuti sono frutto di esperienze personali, purché risultin sempre fruibili e comprensibili al tuo pubblico. 
  • Le persone amano ascoltare le esperienze altrui e leggere contenuti testuali raccontati da una prospettiva in prima persona.

Perché il tuo prodotto/servizio è il migliore? 

Se vendi un prodotto, devi essere convinto del suo valore. Riuscire a trasmettere questa convinzione è spesso la chiave del successo!

Quali sono alcuni errori che le persone fanno nel tuo settore? 

Ogni lavoro ha le sue insidie e le sue difficoltà. Quali sono le principali problematiche nel vostro settore? Cosa può allontanare da questo settore?

Qual è la sfida più grande nel tuo settore? 

Se dite alle persone come superare le sfide comuni del settore, essi divoreranno letteralmente i vostri contenuti. 

Annota le sfide più grandi, e basta scrivi nel titolo “come fare” o “come risolvere”. Hai un’idea che può trasformarsi potenzialmente in un articolo di grandissimo impatto!

Cosa vuol dire ottenere successo nel tuo settore? 

Che cosa significa arrivare in cima? Come ci si arriva al top del settore?

Chi è la persona di maggior successo nel tuo settore? 

Intervistali!

Un contenuto di questo genere favorisce sia la visibilità del personaggio, sia la tua. Generalmente, a meno di settori particolari, puoi ottenere abbastanza facilmente una intervista…

Se è un ambito difficile, puoi cominciare anche con personaggi intermedi!

Qual è la notizia più clamorosa (e fresca) nel tuo settore? 

Vanno bene le strategie di marketing studiate a tavolino, ma anche puntare sulle novità non è male.

D’altronde un sito aggiornato e “sul pezzo” ha un’immagine decisamente migliore rispetto a un sito poco focalizzato sulle ultime novità del settore!

© 2020 CoGeVeneto.it

Tema di Anders NorenSu ↑