COMITATO DI GESTIONE

 DEL FONDO SPECIALE REGIONALE PER IL VOLONTARIATO

 DEL VENETO

  

                       

 

 

Le delibere principali del Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato:

 

 

 


Delibera del Comitato di Gestione n. 35 del 12/12/2011

Oggetto:           riparto e criteri del fondo speciale regionale per il volontariato anno 2012 .

 Il Presidente del Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per Volontariato, Giovanni Guglielmi, riferisce che, sulla base dell’accordo nazionale del 23/6/2010 e delle informazioni pervenute, i fondi disponibili per l’anno 2012 provenienti dagli accantonamenti delle Fondazioni bancarie relativi all’anno 2010, sono i seguenti:

 

COMUNICAZIONI PERVENUTE DALLE FONDAZIONI

Accantonamenti nei bilanci 2010 DM 8/10/97 art. 1, c.1, let.a)

Accantonamenti nei bilanci 2010  DM 8/10/97 art. 1, c.1, let.b)

tot.

Fondazione B.M. Rovigo (comunicazione del 14/7/11)

3.580,00

 

3.580,00

Fondazione C.R. Padova e Rovigo (comunicaz. del 30/5/11 e del 30/9/11)

1.185.063,50

324.329,42

1.509.392,92

Fondazione C.R. Venezia (comunicaz. del 12/7/11 e del 27/9/11)

34.267,50

34.267,50

68.535,00

Fondazione Cariverona (Comunicaz. del 19/6/11 e del 4/10/11)

1.786.957,52

489.056,43

2.276.013,95

Fondazione Cassamarca (comunicazione del 21/10/11)

 

220.753,51

220.753,51

Fondazione Monte di Pietà di Vicenza (comunicaz. del 7/7/11 e del 21/9/11)

1.430,50

1.430,50

2.861,00

Totale complessivo

3.011.299,02

1.069.837,36

4.081.136,38

  

Nell’anno 2006 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 12.671.416,81; tali somme sono state prese in considerazione nel VII riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2008, effettuato con delibera n. 22 del 24/07/2007.

 

Nell’anno 2007 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 15.208.572,18; tali somme sono state prese in considerazione nel VIII riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2009, effettuato con delibera n. 36 del 01/09/2008. Con l’ VIII riparto (anno 2009) era stato accumulato un fondo di stabilizzazione di € 15.000.000,00.

 

Nell’anno 2008 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 4.746.557,05; tali somme sono state prese in considerazione nel IX riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2010, effettuato con delibera n. 25 del 20/07/2009; nel IX riparto è stata utilizzata una quota di € 3.000.000,00 del fondo di stabilizzazione che pertanto si è ridotto a € 12.000.000,00.

 

Nell’anno 2009 le Fondazioni bancarie hanno accantonato la somma di € 4.271.901,83 come indicato nell’accordo nazionale del 23/6/2010; tali somme sono state prese in considerazione nel X riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2011, effettuato con delibera n. 2 del 24/1/2011; nel X riparto è stata utilizzata una quota di € 2.500.000,00 del fondo di stabilizzazione che pertanto si è ridotto a € 9.500.000,00.

 

 Visto l’ammontare delle risorse disponibili, attualmente confermate dalle Fondazioni e dall’ACRI, si propongono per l’ XI riparto relativo all’anno 2012 i seguenti criteri generali:

 

1)      l’utilizzo di una ulteriore quota del fondo di riserva per € 500.000,00, che, pertanto, si riduce a € 9.000.000,00 da distribuirsi con criteri premiali;

 

2)      la mancata previsione di accantonamenti per attività progettuali del Comitato di Gestione;

 

3)      la sostanziale conferma degli indirizzi già espressi per l’anno 2011 con delibera n. 2 del 24/1/2011, fermo restando il recepimento nella Regione del Veneto dell’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010, avvenuto con delibere del Comitato di Gestione n.  5 del 11/5/2011 e n. 34 del 12/12/2011;

 

L’XI riparto – anno 2011 -  risulta il seguente:

 

FONDO SPECIALE PER IL VOLONTARIATO PRESSO LA REGIONE VENETO

 

 

XI RIPARTO ANNO 2012

 

 

Risorse afferenti all'es. 2010 delle Fondazioni

 

 

2012

NOTE

Fondi accantonati dalle Fondazioni:

4.081.136,38

tot. accantonamenti nei bilanci 2010 delle Fondazioni (confermati dalle Fondazioni e dall'ACRI al 30/10/11)

Accantonamenti (-) e utilizzo (+) Fondo di stabilizzazione:

0,00

Utilizzo fondo di stabilizzazione

Riassegnazione ai CSV di fondi precedentemente accantonati dal Coge per attività progettuali a valenza regionale

0,00

Riassegnazione ai CSV di fondi prec. accantonati dal Coge per attività progett. a valenza reg.

Tot. Fondo di stabilizzazione accantonato:

9.500.000,00

 

Fondo Speciale per il Volontariato per l'anno  (a):

4.081.136,38

tot. accantonamenti nei bilanci 2009 delle Fondazioni + utilizzo fondo di stabilizzazione  + utilizzo altre riserve

Avanzo di amministrazione del Comitato di Gestione penultimo anno precedente:

248.496,00

Delibera del Comitato di Gestione n.  18 del  4/7/2011

Somme restituite dai CSV per economie su progetti a valenza regionale:

165.976,00

 

Tot. (b):

4.495.608,38

 

Risorse riservate al Comitato di Gestione per le attività progettuali:

0,00

 

Somme spettanti al Comitato di Gestione per spese di funzionamento, in % sul Fondo assegnato (a):

408.113,64

 pari al 10% degli accantonamenti delle Fondazioni più fondo di stabilizzazione e altre riserve

Somme a disposizione dei Centri di Servizio per l'anno:

4.087.494,74

Tot. a disposizione per CSV

 

 

 

 

 

Utilizzo fondo di stabilizzazione da distribuirsi con criteri premiali

500.000,00

Tot. Fondo di stabilizzazione accantonato

9.000.000,00

 

 La somma a disposizione dei Centri di Servizio risultante dalla tabella precedente è a sua volta ripartita tra i Centri di Servizio secondo i parametri già utilizzati negli anni precedenti e cioè:

-         fisso di € 250.000,00 per ciascun Centro di Servizio;

-         40% secondo il numero di associazioni di ciascuna provincia;

-         40% secondo la popolazione di ciascun provincia;

-         20% secondo l’estensione territoriale di ciascuna provincia

 

DISTRIBUZIONE FONDO SPECIALE PER IL VOLONTARIATO PRESSO LA REGIONE VENETO

RIPARTO ANNO 2012

Ammontare somme del Fondo Speciale Regione Veneto assegnate ai Centri di Servizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CSV

Parametro fisso

Popolazione

% Pop.

Ris.su pop.ne 40%

N. Ass.

% Ass.

Risorse Ass. 40%

Estensione Territ.

% Ter.

Risorse Territ. 20%

Totale

BELLUNO

    250.000,00

213.474

      4,32

                 40.421,96

   211

      8,64

                80.755,04

     3.678,08

   20,03

           93.631,15

              464.808,14

PADOVA

    250.000,00

934.216

     18,92

               176.896,68

  417

    17,07

              159.596,45

       2.141,60

     11,66

          54.517,70

               641.010,83

ROVIGO

    250.000,00

247.884

      5,02

                46.937,60

  213

      8,72

                 81.520,49

      1.788,66

      9,74

         45.533,07

               423.991,16

TREVISO

    250.000,00

888.249

     17,99

                168.192,69

  447

    18,30

                171.078,21

     2.476,68

    13,49

         63.047,67

              652.318,57

VENEZIA

    250.000,00

863.133

     17,48

               163.436,90

  342

    14,00

              130.892,05

      2.460,19

    13,40

         62.627,89

             606.956,84

VERONA

    250.000,00

920.158

     18,63

               174.234,76

  449

    18,38

               171.843,66

      3.097,19

    16,87

         78.843,70

              674.922,12

VICENZA

    250.000,00

870.740

     17,63

                164.877,31

  364

    14,90

                139.312,01

     2.722,20

    14,82

         69.297,76

             623.487,07

Totale

  1.750.000,00

4.937.854

  100,00

     934.997,90

  2.443

  100,00

     934.997,90

    18.364,60

  100,00

      467.498,95

  4.087.494,74

 

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato

 

·        vista la Legge 11 agosto 1991, n. 266;

·        vista la Legge Regionale 30 agosto 1991, n. 40;

·        vista la Legge Regionale 18 gennaio 1995, n. 1;

·        vista la D.G.R. 16 aprile 1996, n. 1502;

·        visto l’art. 2 comma 6 lettera e), del Decreto del Ministero del Tesoro 8 ottobre 1997;

 

Assunti, fra l’altro, i poteri della Commissione regionale di coordinamento della progettazione sociale di cui alla delibera del Comitato di Gestione n. 30 del 7/11/2011, con il voto favorevole dei presenti,

DELIBERA

 

1) di adottare i criteri di ripartizione dei fondi per l’anno 2012 indicati nelle premesse del presente provvedimento;

 

2) di adottare gli indirizzi ai CSV per la definizione del  “Piano di programmazione per il 2012” dei CSV della Regione Veneto, che si riportano nell’allegato A alla presente deliberazione, che tengono conto del recepimento dell’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010, avvenuto con delibere del Comitato di Gestione n.  5 del 11/5/2011 e n. 34 del 12/12/2011;

 

3) di demandare al Presidente del Comitato ogni conseguente provvedimento attuativo.

 

Il Segretario                                                                                                   Il Presidente

Mauro Bellesia                                                                             Giovanni Guglielmi

  

ALLEGATO A

INDIRIZZI PER LA DEFINIZIONE DEL  “PIANO DI PROGRAMMAZIONE PER IL 2012

DEI CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO  DELLA REGIONE VENETO

E UTILIZZO DEL FONDO REGIONALE PER L’ANNO 2012

 

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato, ai sensi del D.M. 8.10.1997 e delle relative “Disposizioni esplicative “, avvalendosi della facoltà di individuare  dei criteri in base ai quali provvedere alla ripartizione annuale dei fondi, si propone di fornire ai Centri di Servizio del Veneto, delle indicazioni riguardanti la tipologia delle attività da ammettere a finanziamento.

Tali orientamenti  nelle priorità di carattere metodologico non intendono interferire sulle decisioni che, annualmente, i Centri di Servizio, svilupperanno in merito alla natura ed organizzazione delle azioni da intraprendere.

Detta  proposta esprime una chiara opzione strategica a favore dell’integrazione, quale caratteristica che più di ogni altra consente di aggiungere valore alle attività  del volontariato e consente di rispondere alle nuove qualità della domanda rappresentata non dai soliti utenti, ma da una utenza diffusa  e consapevole della potenzialità della azione proposta.

 

Come avvenuto lo scorso anno, la scelta del Comitato di Gestione, è quella di concentrare risorse ed iniziative per garantire la possibilità di realizzare, all’interno della programmazione locale e regionale, servizi ed azioni di utilità sociale.

 

Il riparto, quindi, vuole rappresentare un programma organico di intervento  attraverso il monitoraggio delle iniziative promosse e dell’attività amministrativa dei Centri di Servizio.

 

Gli obiettivi che il Comitato di Gestione vuole perseguire sono i seguenti:

 

- consolidare i rapporti con i Centri di Servizio sviluppando tutte le opportune sinergie per la promozione e lo sviluppo del volontariato, nonché per favorire il dialogo e l’integrazione tra il mondo del Volontariato e gli altri attori  sociali presenti nel territorio;

 

- costruire un processo continuo di indirizzo / monitoraggio  delle attività dei Centri di Servizio per garantire la comunità rispetto al corretto utilizzo delle risorse messe a disposizione dal sistema  del Volontariato, l’effettivo svolgimento di attività a favore del Volontariato in relazione alle singole spese preventivate, la crescita della capacità dei Centri di Servizio di programmare/ gestire/ valutare  le azioni a favore del Volontariato con sempre maggior efficacia ed efficienza.

 

 

1) - PREMESSE

 

Il Comitato di Gestione intende favorire il consolidamento delle attività dei Centri di Servizio, lo sviluppo qualitativo della capacità degli stessi di rispondere alle esigenze delle associazioni  e di promuovere progettualità  sociale attraverso il lavoro  integrato e di rete, il consolidamento del processo di revisione dei livelli di efficienza economica, finanziaria e patrimoniale .

 

I Centri di Servizio hanno lo scopo di sostenere e qualificare l’attività del Volontariato  attraverso l’erogazione di servizi a favore delle organizzazioni di Volontariato.

 

In particolare;

            > approntano strumenti, programmi e progetti per la crescita della cultura della solidarietà la promozione di nuove iniziative di Volontariato ed il rafforzamento di quelle esistenti;

            > attuano e promuovono corsi di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti alle organizzazioni di Volontariato;

            > forniscono informazioni, documentazione e dati sull’attività del Volontariato regionale e nazionale nonché sulla normativa e sulle circolari applicative in materia;

> offrono consulenza ed assistenza qualificata  per quanto riguarda il settore fiscale, la stesura dei bilanci, la documentazione per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività nel  settore del Volontariato;

            > forniscono alle organizzazioni di Volontariato  qualificati sostegni alla realizzazione di convegni e seminari,

            > elaborano progetti di ricerca sulla realtà del Volontariato nella regione con particolare riferimento alle attività svolte ed in corso di svolgimento anche in ambito nazionale;

            > svolgono attività di raccolta dati sulle organizzazioni di volontariato e sui principali settori oggetto del loro intervento,  promuovendo e incentivando il loro il coordinamento;

            > svolgono attività di consulenza per quanto riguarda la possibilità di accedere ai finanziamenti dell’Unione Europea da parte delle Associazioni di Volontariato.

 

Ciò premesso, le linee di sviluppo che il Comitato di Gestione intende sostenere, sulla base anche delle indicazioni provenienti dal documento “PROGRAMMAZIONE – RENDICONTAZIONE – VALUTAZIONE” della Consulta Nazionale del Comitati di Gestione, aggiornato a giugno 2009, sono rappresentate da:

            > sviluppo della base associativa e della capacità di attrarre e coinvolgere il Volontariato nella costruzione  e gestione del programma di attività;

            > crescita della dimensione qualitativa e quantitativa dell’attività dei Centri di Servizio compatibile con l’assetto delle risorse disponibili;

            > consolidamento delle attività già avviate, delle relative competenze, dell’accessibilità dei servizi alla globalità del Volontariato presente sul territorio;

            > crescita della copertura territoriale dei servizi erogati dai Centri di Servizio;

            > sviluppo della capacità  di “ comunicare “ con il territorio e i diversi attori sociali, curando sia la capacità ricettiva sia quella di informazione e promozione delle attività ed iniziative dei Centri di Servizio;

            > sviluppo della capacità di integrare il Volontariato all’interno delle linee programmatiche della Regione;

            > qualificazione della capacità di sostenere ed esprimere  “progettualità territoriale” in linea con i presenti e futuri sviluppi delle politiche e livello regionale, nazionale ed europeo.

> utilizzo del monitoraggio nell’ambito della progettazione sociale, per favorire iniziative mirate e qualificate.

 

 

2) - OBIETTIVI STRATEGICI PER L’ANNO 2012

 

Da quanto espresso in premessa, si individuano alcuni obiettivi strategici, caratteristici e qualificanti della programmazione 2012.

 

In base a questi, saranno ammesse a finanziamento quelle attività, coerenti con le norme,

 

che consentiranno di:

 

            > sviluppare l’universalità dei servizi e la copertura dell’intero territorio regionale;

            > sostenere, con servizi diretti dei CSV e tramite l’istituto della co-progettazione, la crescita delle Organizzazioni di Volontariato di minore dimensione anche non iscritte nel registro regionale e di quelle localizzate in territori  (aree montane), ovvero operanti con spirito di solidarietà, in settori (cultura, ambiente, formazione ecc.) particolarmente carenti, con riferimento alle norme vigenti; rimane fermo che in caso di co-progettazione, i finanziamenti potranno essere erogati solo alle ODV capofila iscritte al registro regionale;      

> migliorare la professionalità e la produttività delle risorse umane impiegate dai Centri di Servizio;

            > ridurre i costi di struttura ed i costi fissi per la gestione dei Centri di Servizio;

 

e che dimostreranno:

 

            > qualità di carattere metodologico  (es. congruenza progettuale e realizzativa, ottimale rapporto azioni/costi , corretta  definizione dei ruoli e dei tempi;

            > economicità (es. ottimazione delle risorse, chiarezza e dettaglio dei preventivi, trasparenza e metodo gestionale, bilancio sociale ecc.)

            > territorialità e partecipazione, nel senso del legame con le realtà associative del territorio e del coinvolgimento degli attori sociali in tutte le fasi  di informazione, concertazione, progettazione, realizzazione e valutazione  in una logica di servizio e/o di supporto nei confronti  della progettualità che autonomamente viene espressa;

            > capacità di animazione del territorio, nel senso dello sviluppo di incontri nei vari ambiti territoriali  e/o tematici per favorire la creazione di una rete di operatori  e l’integrazione sinergia della singole attività;

            > pluralità e diversità dei soggetti , intese come capacità di coinvolgere un numero di realtà sempre più vasto, non limitando la partecipazione alle iniziative  alle sole Organizzazioni di volontariato, ma ampliandola ad altri attori sociali  - pubblici e privati  - con l’apporto ed il ruolo del Volontariato,  all’interno delle attività, rilevante e centrale rispetto a quello degli altri attori;

            > pluralità delle fonti di finanziamento, che si può tradurre in forma di cofinanziamento da parte dei diversi attori sociali che partecipano alle azioni e/o in riduzione dei costi a favore della attivazione di risorse volontarie e/o esistenti.

            > rispetto delle prescrizioni indicate nelle Linee guida per il regolamento dei servizi e di accesso  dei centri di servizio per il volontariato, approvate con delibera del comitato di gestione n.  35 del  1/9/2008.

 

Nell’invitare i Centri di Servizio a sottoporre all’approvazione del Comitato di gestione  il programma relativo alle attività per l’anno 2012,  si ribadisce che, a causa della riduzione delle risorse economiche a disposizione dei Centri di Servizio,   necessita pianificare le proprie attività in modo tale da poter ridurre complessivamente gli importi richiesti per la copertura dei costi fissi.

  

3) - MODALITÀ’ E TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA 2012

 

Il programma per la gestione dovrà constare di una relazione contenente i seguenti argomenti:

 

* obiettivi che i Centri di Servizio intendono raggiungere nel corso del 2012, con l’indicazione delle azioni programmate per raggiungere ciascun obiettivo individuato, e delle modalità di controllo e verifica in itinere del raggiungimento degli obiettivi prefissati;

 

* iniziative che si intendono sviluppare descritte e raggruppate per macrocategorie:

> servizi di base,

> attività formativa  a favore del volontariato,

> servizi di consulenza,

> informazione e documentazione,

> ricerca,

> promozione del Volontariato ed animazione territoriale,

> sostegno alla progettazione a valenza territoriale locale.

 

* esigenze a carattere strutturale , relative a :

> affitti delle sedi,

> utenze,

> personale,

> formazione del personale,

> consulenze,

> altri costi generali.

 

Le attività di cui sopra, secondo le modalità sempre previste dallo scrivente Comitato di Gestione, vengono distinte nei seguenti Settori:

 

1° settore- Attività di funzionamento dei Centri di Servizio

 

concernenti le spese generali di gestione proprie del Centro,  nonché le spese del personale subordinato e di altri incarichi di collaborazione a personale esterno. In questo  settore  risultano altresì comprese le spese per l’erogazione di sevizi  alle Organizzazioni di Volontariato iscritte e non iscritte al Registro Regionale.

 

 2° settore  Attività  di competenza del Centro di Servizio , assegnate per Legge - (legge regionale 1/95 art. 2 lettera a - b - c - d)

 

concernenti le spese per le seguenti attività:

 - promozione di nuove iniziative di volontariato ed in rafforzamento di quelle esistenti approntando a tal fine strumenti ed iniziative per la crescita della cultura della solidarietà;

- consulenza ed assistenza qualificata nonché strumenti per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività;

- formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad Organizzazioni di Volontariato;

- divulgazione di informazioni, notizie, documenti e dati sulle attività di volontariato locale e nazionale.

 

Vista la riduzione dei fondi messi a disposizione dalle Fondazioni rispetto agli anni precedenti, è opportuno che i CSV prestino particolare attenzione alla riduzione delle proprie spese di funzionamento, per cui nell’anno 2012 le spese di funzionamento dovranno essere contenute nel limite del parametro fisso annuale di riparto dei fondi (€ 250.000,00) o nel limite degli stanziamenti del I e II settore indicati nel bilancio preventivo dell’anno precedente.

 

Per poter utilizzare l’avanzo di amministrazione dell’anno 2011 (o parte di esso) si dovrà presentare al Comitato di gestione, dopo l’approvazione del bilancio preventivo 2012 e dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2011 (attestante l’avanzo), una variazione di bilancio  che applica l’avanzo di amministrazione (in entrata, a mero titolo indicativo) ed un incremento di pari importo nel terzo settore (in spesa) con una relazione esplicativa; per poter procedere alla spesa è necessaria l’approvazione da parte del Comitato di Gestione, fermo restando che l’avanzo di amministrazione può essere utilizzato solo per il terzo settore.

 

In caso di coprogettazione, le spese del personale dei CSV devono essere sempre considerate spese di funzionamento da inserire nel 1 e 2 settore e non nel 3 settore.

 

 

3° settore - Attività di sostegno e di finanziamento di specifici progetti di solidarietà presentati dalle Organizzazioni di Volontariato iscritte al Registro Regionale  (legge regionale 1/95  - art. 2 - lett. E )

 

concernenti le spese di sostegno dei progetti di intervento a valenza provinciale locale e interprovinciale, presentati dalle Associazioni di volontariato singole e associate, attingendo i fondi ad essi concessi ai sensi dell’art. 15 della Legge 11.08.1991, n. 266.

 

A questo proposito sembra di estrema rilevanza precisare, in primo luogo, che in linea di principio, i trasferimenti dai Fondi originati dalla Legge 266/91 ai Centri di servizio  dovranno essere destinati principalmente a finanziare gli interventi di competenza del Centro di Servizio loro assegnati  dalla L.R 1/95 lettere a) - b) - c) - d) rivolti alle Associazioni  ed alle Organizzazioni di Volontariato, attività queste di cui si tiene ribadire l’importanza e la priorità.

 

Al fine di ottenere il finanziamento delle spese rientranti nei diversi Settori di attività, i Centri di Servizio sono tenuti ad inviare entro il 31/1/2012 il bilancio di previsione dell’anno 2012 accompagnato da una relazione illustrativa.

 

I bilanci di previsione dovranno essere redatti secondo gli schemi allegati e dovranno consentire l’applicazione di un piano dei conti analitico ed uniforme tra CSV in modo da effettuare raffronti dei dati contabili nel tempo (fra anni diversi) e nello spazio (tra CSV diversi), così come indicato nella delibera del Comitato di gestione n. 23 del 20 luglio 2005. Eventuali aggiornamenti o integrazioni agli schemi contabili di bilancio e di rendiconto possono essere effettuate con decisione del Presidente anche al fine di adeguare le rilevazioni contabili ai modelli di programmazione, rendicontazione e valutazione approvati dalla Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione.

 

A tal fine, il Comitato ha provveduto ad approvare il riparto annuale ed a determinare gli importi del Fondo Speciale istituito ai sensi dell’art. 15 della L. 266/91 e del D.M. 21/11/1991, spettanti a ciascun Centro di Servizio per l’anno successivo.

Detto importo è già al netto della quota afferente le spese di conduzione del Comitato stesso.

Il Comitato di Gestione indicherà,  altresì, i criteri di massima per la ripartizione delle predette risorse fra i tre settori di intervento, criteri ai quali i Centri stessi dovranno attenersi, salvo comprovate diverse necessità di ripartizione, che saranno autorizzate dal Comitato stesso in sede di verifica ed approvazione del Bilancio di Previsione.

Il Comitato di Gestione indicherà, infine, nell’ambito del “ terzo settore “ le risorse eventualmente riservate come disponibili,  per il sostegno dei progetti a valenza regionale o pluriprovinciale, promossi dalla Organizzazioni ed Associazioni di Volontariato della Regione.

 

Solo in sede di compilazione dei suddetti preventivi, eventuali risorse derivanti dalla Legge 266/91, già comprese fra quelle disponibili e designabili al terzo settore nel riparto di massima indicato dal Comitato di Gestione e che siano considerate dal Centro di Servizio non necessarie ad assicurare lo svolgimento degli interventi di competenza, potranno essere designabili, sulla base della valutazione di ciascun Centro di Servizio, per sostenere progetti riguardanti la realizzazione di interventi di volontariato, che si concretizzino in attività di sviluppo del sistema del volontariato, promosse dalle Associazioni ed Organizzazioni di Volontariato della zona.

 

I Centri di Servizio interessati ad integrare la propria attività con interventi della specie dovranno indicare nel bilancio preventivo, oltre alle spese necessarie al proprio funzionamento, anche l’ammontare delle somme assegnabili agli interventi di sostegno in questione.

 

I Centri di Servizio si impegnano a trasmettere al Comitato di gestione:

 

a) in sede di report intermedio, l’elenco dei progetti presentati dalle Associazioni ed ammessi a finanziamento;

 

b) in sede di report intermedio e di rendiconto, dati e notizie sullo stato di attuazione dei singoli progetti sostenuti, rispettando le direttive di volta in volta stabilite dal Comitato di Gestione.

 

Le somme richieste per detti interventi di sostegno saranno erogate dal Comitato di Gestione in più tranche, da stabilissi con apposito provvedimento.

 

Relativamente ai Centri di Servizio che, sulla base dei preventivi approvati dal Comitato di Gestione , siano risultati assegnatari dei fondi  ex  art. 15 della legge 266/91, il Comitato di Gestione controllerà, in sede di approvazione del rendiconto, la legittimità degli interventi sostenuti e degli impegni di sostegno assunti e non ancora effettuati.

 

In  ordine alle caratteristiche dei programmi predisposti dalle Associazioni e dalle Organizzazione di volontariato, per i quali si richiede al Centro di servizio detti interventi di sostegno, su conformi precise raccomandazioni ministeriali (vedi circolare del 22/12/2000  della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Sociali)  si precisa che i mezzi e le risorse finanziare costituenti il predetto sostegno, non potranno estendersi ad operazioni comportanti l’acquisto e la ristrutturazione di immobili. In relazione a detti progetti, il contributo del Centro potrà, viceversa, estendersi alla copertura delle spese derivanti dall’acquisto del materiale necessario alla realizzazione pratica del singolo progetto, compresi altri eventuali beni durevoli.

 

Si precisa, infine, che i progetti dovranno prevedere un parte di risorse proprie dell’Associazione o delle Associazioni realizzatrici, secondo le misure ragionevolmente proporzionali e fissate dai relativi  bandi .

 

Uno stesso progetto potrà beneficiare del concorso di fondi da terzi sia di natura pubblica locale che comunitaria ad eccezione di quanto assegnato in base alla L. 266/1991 dall’Osservatorio Nazionale del Volontariato, fermo restando la compartecipazione dell’associazione proponente.

 

Infine, il  bilancio preventivo, dovrà  distinguere la gestione del Centro di Servizio dalle altre attività in capo alla Associazione chiamate ad essere Centro di Servizio ed evidenziare eventuali somme impiegate per il finanziamento di attività relative alla gestione del Centro di Servizio rinvenute da fonte diversa rispetto al Fondo Speciale per il volontariato di cui all’art., 15 della L. 266/91.

 

Nell’ambito dell’ accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010 come recepito con delibere del Comitato di Gestione n.  5 del 11/5/2011 e n. 34 del 12/12/2011, si dispone quanto segue:

 

a) le Commissioni provinciali di valutazione assicurano il rispetto dei seguenti criteri:

- terzietà,

- rappresentanza del territorio,

- competenza e conoscenza degli aspetti tecnico-procedurali,

che devono essere, tutti e tre, garantiti all’interno delle Commissioni stesse.

Inoltre, le Commissioni dovranno ricomprendere:

- il 7^ componente dell’Organo direttivo dei CSV di nomina del Comitato di Gestione;

- un componente del Soggetto Gestore del CSV;

- un componente dell’Organo direttivo del CSV;

- il Direttore del CSV, con funzioni di Segretario della Commissione.

 

b) le Commissioni provinciali di valutazione della progettazione sociale dovranno essere proposte al Comitato di Gestione che provvederà alla loro nomina e alla nomina del Presidente tra i componenti segnalati;

 

c) nella valutazione dei progetti sarà premiante la valorizzazione delle reti e il coinvolgimento anche di partner diversi dalle ODV (APS e le varie istituzioni pubbliche e private operanti nel territorio), fermo restando che occorre predisporre i bandi definendo limiti precisi ai servizi effettuati da terzi, in modo da garantire titolarità ed effettiva realizzazione del progetto in capo alla ODV proponente.

  

4) - TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE

 

4/1 documentazione di previsione

 

Il termine per la presentazione della documentazione relativa alle previsioni di gestione del Centro di Servizio dell’anno 2012  è fissato al 31/1/2012.

Pertanto entro la data suindicata, a mezzo raccomandata A.R., dovrà essere spedito al Comitato di Gestione il Bilancio di Previsione del Centro di Servizio, secondo lo schema allegato, evidenziando i motivi  degli scostamenti più rilevanti.

 

Il documento contabile di cui sopra dovrà essere accompagnato da una relazione articolata come segue:

- obiettivi  che il  Centro di Servizio intende raggiungere nel corso dell’anno;

- macrocategorie delle iniziative che si intendono sviluppare;

- esigenze a carattere strutturale.

 

Il documento contabile dovrà essere altresì accompagnato da una relazione dell’Organo di controllo del Centro medesimo.

 

 

4/2- documentazione intermedia

 

Al fine di informare il Comitato di Gestione circa le attività realizzate  nel corso del primo semestre, il Centro di Servizio, produrrà, entro il 31 agosto di ogni anno,  un report intermedio sulla attività realizzata al 30 giugno.   

In report intermedio consisterà in prospetti che evidenziano il grado di realizzo delle previsioni del bilancio, tenuto conto delle eventuali integrazioni approvate dallo stesso Comitato in corso di esercizio, nonché la situazione di cassa; dovranno essere evidenziati gli scostamenti più significativi.

Ai prospetti dovrà essere allegata una relazione che evidenzi gli obiettivi raggiunti, le modalità di attuazione delle attività, le voci di spesa relative e il calcolo dei costi sostenuti; dovranno essere  allegati i bandi approvati e l’elenco dei progetti presentati dalle associazioni ed ammessi a finanziamento.

 

Il report intermedio dovrà contenere il visto dell’Organo di controllo.

 

 

4/3  - documentazione di rendiconto

 

Il rendiconto finale consiste in prospetti di natura economica - patrimoniale e finanziaria, in cui il consuntivo della gestione del Centro di Servizio sarà confrontato con il programma ammesso dal Comitato di Gestione, comprensivo delle eventuali integrazioni approvate dallo stesso Comitato in corso di esercizio e con il consuntivo dell’esercizio precedente , evidenziando i relativi scostamenti.

Al rendiconto dovrà essere allegata una relazione che evidenzi gli obiettivi raggiunti, le modalità di attuazione delle attività, le voci di spesa relative, il calcolo dei costi sostenuti, gli impegni per attività che si concluderanno nell’esercizio successivo e ogni altra informazione di natura qualitativa e quantitativa, utile a consentire una corretta valutazione dell’attività svolta, degli utenti serviti, dell’impatto sul Volontariato e sul territorio.

 

Il Bilancio Consuntivo dovrà essere approvato secondo statuto, corredato dalla relazione dell’Organo di Controllo, completo della nota integrativa e dell’inventario delle immobilizzazioni materiali ed immateriali con vincolo di destinazione, in cui  la gestione del Centro risulterà  distinta da altre attività in capo alla Associazione chiamata ad essere Centro di Servizio e saranno altresì evidenziate eventuali somme impiegate per il finanziamento di attività relative alla gestione del Centro di Servizio provenienti da fonte diversa rispetto al Fondo Speciale per il Volontariato di cui all’art. 15 della Legge 266/91.

 

Dalla documentazione dovrà essere possibile determinare l’ammontare delle risorse che:

=   sono utilizzate dal Centro di Servizio per la copertura dei costi relativi alla realizzazione del programma  (proventi di competenza);

=   risultano impegnate per la conclusione nel prossimo esercizio di attività appartenenti al programma approvato dal Comitato di gestione per l’anno in riferimento  (residui passivi); non è ammesso conservare tra i residui passivi somme non corrispondenti a debiti effettivi;

=   rappresentano immobilizzazioni patrimoniali vincolate alla gestione del Centro di Servizio;

=   sono libere (debiti verso il Fondo Speciale per risorse in attesa di destinazione).

 

Il rendiconto dovrà essere redatto secondo gli schemi allegati e dovrà consentire l’applicazione di un piano dei conti analitico ed uniforme tra CSV in modo da effettuare raffronti dei dati contabili nel tempo (fra anni diversi) e nello spazio (tra CSV diversi), così come indicato nella delibera del Comitato di gestione n. 23 del 20 luglio 2005.

 

I progetti regionali su tematiche specifiche dovranno essere evidenziati con rendicontazione separate utilizzando apposite sottocatalogazioni del piano dei conti.

 

In sede di rendiconto i Centri di Servizio per il volontariato dovranno redigere un bilancio sociale con lo scopo di evidenziare, fra l’altro, i risultati effettivamente conseguiti e le ricadute sul territorio delle azioni poste in essere.

 

Allegato: Schemi della struttura del bilancio preventivo e del rendiconto.

 

Al fine di uniformare la contabilità ed i bilanci dei CSV del Veneto alle linee guida nazionali nell’ambito dell’accordo del 23/6/2010, devono essere adottati i modelli di bilancio, conto economico e stato patrimoniale approvati dalla Consulta Nazionale dei Comitati di Gestione in data 4/3/11.

Il bilancio preventivo ed il rendiconto dovranno comprendere una nota integrativa con una analisi finanziaria che riprenda le voci ed i criteri finora adottati (vedasi delibera del Comitato di Gestione n. 27 del 8/10/2009), allo scopo di rendere confrontabili i bilanci futuri con quelli degli esercizi passati.

 

 

 


Delibera del Comitato di Gestione n. 34 del 12/12/2011

 

 

 

Oggetto: modifiche alla delibera n. 30 del 7/11/11 “istituzione della Commissione regionale di coordinamento della progettazione sociale di cui all’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010”.

 

 

 

Il Presidente del Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato, Giovanni Guglielmi, riferisce quanto segue.

 

In data 17/12/2010 la Consulta nazionale dei Comitati di gestione ha approvato le “Linee guida per l’applicazione dell’accordo del 23/6/2010: modalità di utilizzo delle risorse assegnate per la progettazione sociale”; l’accordo è stato firmato da: Acri, Consulta Nazionale del Volontariato, Forum Terzo Settore, Csvnet, Convol, Consulta Nazionale Co.Ge..

 

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Veneto, con delibera  n.  5 del 11/5/2011 ha recepito l’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010 stabilendo che il Comitato stesso assume i compiti assegnati dalla Commissione regionale per la progettazione sociale, semplificando le procedure e salvaguardando le peculiarità del “Modello del Veneto”.

 

Successivamente, sono stati promossi vari incontri con i Rappresentanti Regionali delle parti previste dalle linee guida nazionali in tema di progettazione sociale di cui all’accordo di dicembre 2010 allo scopo di condividere completamente la scelta del Comitato di Gestione.

 

In linea con quanto auspicato dal Comitato di Gestione sono pervenute le risposte:

 

-         della CONVOL in data 15/7/11 che ha designato quale proprio rappresentante il dott. Giovanni Busnello, già componente del Comitato di gestione;

 

-         del Forum 3 Settore  in data 6/9/11 che ha designato quale proprio rappresentante, membro effettivo, la dott.ssa Marina Bastianello, già componente del Comitato di gestione e il dott. Paolo Alfier;

 

Nell’incontro del 14/11/11 i Presidenti dei CSV hanno espresso il parere di designare quali propri rappresentanti il Portavoce dei CSV del semestre in essere e quello del semestre precedente

 

Constatato che tutte le parti dell’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010 presenti nel Veneto sono quindi rappresentate dall’attuale composizione del Comitato di Gestione, appositamente integrata con i rappresentanti esterni sopraindicati.

 

Ravvisata la necessità di procedere all’istituzione della Commissione regionale di coordinamento della progettazione sociale di cui all’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010.

 

 

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato

 

·        vista la Legge 11 agosto 1991, n. 266 “Legge quadro sul volontariato”;

·        vista la Legge Regionale 30 agosto 1993, n. 40 “Norme per il riconoscimento e la promozione delle organizzazioni di volontariato”;

·        vista la Legge Regionale 18 gennaio 1995, n. 1;

·        visto il Decreto del Ministero del Tesoro 8 ottobre 1997;

·        visto il Regolamento del Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato;

 

Con voti unanimi dei presenti aventi diritto di voto,

 

DELIBERA

 

1) di revocare la precedente delibera n. 30 del 7/11/11 “istituzione della Commissione regionale di coordinamento della progettazione sociale di cui all’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010, sostituendola con la presente delibera;

 

2) di dare atto che tutte le parti dell’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010 sono rappresentate dall’attuale composizione del Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Veneto, che verrà integrato, per la trattazione della materia specifica ed a titolo consultivo:

- dal  dott. Giovanni Busnello, già componente del Comitato di Gestione, quale rappresentante di CONVOL (lettera del 15/7/11);

- dalla dott.ssa Marina Bastianello, già componente del Comitato di gestione, quale rappresentante del Forum 3 settore, membro effettivo (lettera del 6/9/11);

- dal dott. Paolo Alfier quale rappresentante del Forum 3 settore, membro invitato (lettera del 6/9/11);

- dal Portavoce dei CSV del semestre di riferimento e dal Portavoce dei CSV del semestre precedente.

 

3) di confermare che il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Veneto, appositamente integrato come indicato nel punto 2), intende assumere i compiti assegnati dalla Commissione regionale per la progettazione sociale, di cui all’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010;

 

4) di istituire la Commissione regionale per la progettazione sociale, di cui all’accordo nazionale in tema di progettazione sociale di dicembre 2010, nella composizione indicata dal precedente punto 2);

 

5) di delegare al Presidente gli adempimenti attuativi della presente deliberazione.

 

IL SEGRETARIO                                                                         IL PRESIDENTE

Mauro Bellesia                                                                Giovanni Guglielmi    

 

 


 Delibera del Comitato di Gestione n. 2 del 24/1/2011

Oggetto:           riparto e criteri del fondo speciale regionale per il volontariato anno 2011 .

Il Presidente del Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per Volontariato, Giovanni Guglielmi, riferisce che, sulla base dell’accordo nazionale del 23/6/2010 e delle informazioni pervenute, i fondi disponibili per l’anno 2011 provenienti dagli accantonamenti delle Fondazioni bancarie relativi all’anno 2009, sono i seguenti:

 

                                                          RIEPILOGO ASSEGNAZIONI FONDI

 

 

 

                                                              DA BILANCI 2009 FONDAZIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REGIONE

VENETO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSEGNAZIONI DA 1/15

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FONDAZIONI

NOTE

 

 

 

 

 

COD.ABI

 

primo 50%

quota secondo 50%

secondo 50%

Totale accantonamento

Totale complessivo

 

1980

Fondazione C.R. Padova e Rovigo

804.740,00

 

 

 

804.740,00

 

1993

Fondazione C.R. Venezia

21.439,00

 

21.439,00

 

42.878,00

 

2615

Fondazione B.M. Rovigo

 

 

 

4.852,00

4.852,00

 

2627

Fondazione C.R. Verona Vicenza Belluno e Ancona

2.499.120,04

441.599,29

 

 

2.940.719,33

 

2645

Fondazione Monte di Pietà di Vicenza

1.984,50

 

 

 

1.984,50

 

2661

Fondazione Cassamarca

 

 

 

476.728,00

476.728,00

 

 

TOTALE

3.327.283,54

441.599,29

21.439,00

481.580,00

4.271.901,83

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASSEGNAZIONI EXTRA ACCANTONAMENTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondazione

 

 

 

 

0,00

 

 

TOTALE

 

 

 

 

0,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE COMPLESSIVO ASSEGNAZIONI

 

 

 

4.271.901,83

 

  

Nell’anno 2006 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 12.671.416,81; tali somme sono state prese in considerazione nel VII riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2008, effettuato con delibera n. 22 del 24/07/2007.

Nell’anno 2007 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 15.208.572,18; tali somme sono state prese in considerazione nel VIII riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2009, effettuato con delibera n. 36 del 01/09/2008. Con l’ VIII riparto (anno 2009) era stato accumulato un fondo di stabilizzazione di € 15.000.000,00. 

Nell’anno 2008 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 4.746.557,05; tali somme sono state prese in considerazione nel IX riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2010, effettuato con delibera n. 25 del 20/07/2009; nel IX riparto è stata utilizzata una quota di € 3.000.000,00 del fondo di stabilizzazione che pertanto si è ridotto a € 12.000.000,00. 

Nell’anno 2009 le Fondazioni bancarie hanno accantonato la somma di € 4.271.901,83 come indicato nell’accordo nazionale del 23/6/2010.

 Visto l’ammontare delle risorse disponibili, si propongono per il X riparto relativo all’anno 2011 i seguenti criteri generali:

 

1)      l’utilizzo di una ulteriore quota del fondo di riserva per € 2.500.000,00, che, pertanto, si riduce a € 9.500.000,00, al fine di mantenere sostanzialmente invariato, rispetto all’anno precedente, il fondo da distribuire ai CSV nell’anno 2011, in relazione alle iniziative dell’anno europeo del Volontariato e al perdurare della crisi economica in atto; di conseguenza vengono rimossi anche i vincoli di riduzione della spesa del 5% rispetto l’anno precedente.

 

2)      la riassegnazione ai CSV delle economie di spesa sui fondi precedentemente accantonati dal Comitato di Gestione per attività progettuali a valenza regionale nel V riparto (anni  2005-2006) per totali € 898.514,70;

 

3)      la fissazione del fondo riservato alle spese di funzionamento del Comitato di Gestione ad € 500.000,00, in previsione di nuove funzioni da assegnare al Comitato di gestione e precisamente:

- Conoscere: organizzazione della conoscenza del mondo del volontariato regionale;

- Far conoscere: comunicazione strategica  per far conoscere e a far partecipare la società civile al sostegno del volontariato (comunicazione funzionale al dono e all’azione di fund rising);

- Seminari regionali per la nuova progettazione sociale rivolti al mondo delle Associazioni di volontariato.

L’attivazione di nuove funzioni da assegnare per competenza al Comitato di Gestione derivano sostanzialmente da due considerazioni:

a) la necessità di attivare in modo organizzato alcune funzioni indispensabili per l’operare del CO.GE. e dei C.S.V. e che attualmente non presentano progetti di riferimento regionali;

b) l’opportunità di introdurre attività di valutazione su scala regionale in collegamento con i C.S.V.

 

4)      la mancata previsione di accantonamenti per attività progettuali del Comitato di Gestione.

 

Restano fermi gli altri criteri di riparto ed i criteri generali, così come stabilito dal Comitato di Gestione per l’anno 2010 con delibere n. 25 del 20/07/2009 e n. 27 del 8/10/2009.

 

Di fronte alla diminuzione delle risorse a disposizione per i prossimi 4 anni, il Coge ha stabilito di considerare il 2011 un anno di transizione dedicato all’approfondimento delle spese per funzionamento e servizi dei C.S.V..

 

A tal fine durante il corso dell’anno verrà promosso in collaborazione con i C.S.V.  un attento studio nell’obiettivo di individuare

a)      Eventuali nuovi servizi da erogare al volontariato

b)      Eventuali possibili riduzioni di spesa e maggior efficacia degli interventi individuando servizi che possano essere svolti a livello regionale in aree oggi di pertinenza dei singoli C.S.V. (ad es. servizi informatici, editoria etc.).

 

Il X riparto – anno 2011 -  risulta il seguente:

  

 

FONDO SPECIALE PER IL VOLONTARIATO PRESSO LA REGIONE VENETO

 

 

X RIPARTO ANNO 2011

 

 

Risorse afferenti all'es. 2009 delle Fondazioni

 

 

2011

NOTE

Fondi accantonati dalle Fondazioni:

4.271.901,83

tot. accantonamenti nei bilanci 2009 delle Fondazioni (Accordo nazionale 23/6/2010 e mail della Consulta del 11/10/10)

Accantonamenti (-) e utilizzo (+) Fondo di stabilizzazione:

2.500.000,00

Utilizzo fondo di stabilizzazione

Riassegnazione ai CSV di fondi precedentemente accantonati dal Coge per attività progettuali a valenza regionale

898.514,70

Riassegnazione ai CSV di fondi prec. accantonati dal Coge per attività progett. a valenza reg. (V riparto 2005-2006)

Tot. Fondo di stabilizzazione accantonato:

9.500.000,00

 

Fondo Speciale per il Volontariato per l'anno  (a):

7.670.416,53

tot. accantonamenti nei bilanci 2009 delle Fondazioni + utilizzo fondo di stabilizzazione  + utilizzo altre riserve

Avanzo di amministrazione del Comitato di Gestione penultimo anno precedente:

386.604,00

Delibera del Comitato di Gestione n.  13 del  14/4/2010

Somme restituite dai CSV per economie su progetti a valenza regionale:

225.212,00

 

Tot. (b):

8.282.232,53

 

Risorse riservate al Comitato di Gestione per le attività progettuali:

0,00

 

Somme spettanti al Comitato di Gestione per spese di funzionamento, in % sul Fondo assegnato (a):

500.000,00

 pari al 6,5% degli accantonamenti delle Fondazioni più fondo di stabilizzazione e altre riserve

Somme a disposizione dei Centri di Servizio per l'anno:

7.782.232,53

Tot. a disposizione per CSV

 

La somma a disposizione dei Centri di Servizio risultante dalla tabella precedente è a sua volta ripartita tra i Centri di Servizio secondo i parametri già utilizzati negli anni precedenti e cioè:

-         fisso di € 250.000,00 per ciascun Centro di Servizio;

-         40% secondo il numero di associazioni di ciascuna provincia;

-         40% secondo la popolazione di ciascun provincia;

-         20% secondo l’estensione territoriale di ciascuna provincia

 

CSV

Parametro fisso

Popolazione

% Pop.

Ris.su pop.ne 40%

N. Ass.

% Ass.

Risorse Ass. 40%

Estensione Territ.

% Ter.

Risorse Territ. 20%

Totale

BELLUNO

    250.000,00

213.876

      4,35

                105.051,69

  214

      8,68

              209.391,36

     3.678,08

   20,03

       241.628,28

              806.071,34

PADOVA

    250.000,00

927.730

     18,89

              455.682,75

  441

    17,88

              431.502,76

       2.141,60

     11,66

       140.690,56

           1.277.876,07

ROVIGO

    250.000,00

247.297

      5,03

                121.467,43

  207

      8,39

               202.542,11

      1.788,66

      9,74

        117.504,47

                691.514,01

TREVISO

    250.000,00

883.840

     17,99

               434.124,84

  442

    17,92

              432.481,23

     2.476,68

    13,49

       162.703,35

           1.279.309,42

VENEZIA

    250.000,00

858.915

     17,48

                421.882,17

  357

    14,48

               349.311,76

      2.460,19

    13,40

        161.620,05

             1.182.813,98

VERONA

    250.000,00

914.382

      18,61

               449.126,47

  453

    18,37

             443.244,34

      3.097,19

    16,87

      203.467,22

           1.345.838,02

VICENZA

    250.000,00

866.398

     17,64

              425.557,67

  352

    14,27

              344.419,44

     2.722,20

    14,82

       178.832,57

            1.198.809,69

Totale

  1.750.000,00

4.912.438

  100,00

   2.412.893,01

  2.466

  100,00

   2.412.893,01

    18.364,60

  100,00

     1.206.446,51

  7.782.232,53

 

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per il Volontariato

 

·        vista la Legge 11 agosto 1991, n. 266;

·        vista la Legge Regionale 30 agosto 1991, n. 40;

·        vista la Legge Regionale 18 gennaio 1995, n. 1;

·        vista la D.G.R. 16 aprile 1996, n. 1502;

·        visto l’art. 2 comma 6 lettera e), del Decreto del Ministero del Tesoro 8 ottobre 1997;

 

Assunti i poteri, con il voto favorevole dei presenti,

DELIBERA

 

1) di adottare i criteri di ripartizione dei fondi per l’anno 2011 indicati nelle premesse del presente provvedimento;

2) di adottare gli indirizzi ai CSV per la definizione del  “Piano di programmazione per il 2011” dei CSV della Regione Veneto, che si riportano nell’allegato A alla presente deliberazione;

3) di demandare al Presidente del Comitato ogni conseguente provvedimento attuativo.

Il Segretario                                                                                                   Il Presidente

Mauro Bellesia                                                                             Giovanni Guglielmi

 

 

ALLEGATO A

INDIRIZZI PER LA DEFINIZIONE DEL  “PIANO DI PROGRAMMAZIONE PER IL 2011”

DEI CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO  DELLA REGIONE VENETO

E UTILIZZO DEL FONDO REGIONALE PER L’ANNO 2011

 

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato, ai sensi del D.M. 8.10.1997 e delle relative “Disposizioni esplicative “, avvalendosi della facoltà di individuare  dei criteri in base ai quali provvedere alla ripartizione annuale dei fondi, si propone di fornire ai Centri di Servizio del Veneto, delle indicazioni riguardanti la tipologia delle attività da ammettere a finanziamento.

Tali orientamenti  nelle priorità di carattere metodologico non intendono interferire sulle decisioni che, annualmente, i Centri di Servizio, svilupperanno in merito alla natura ed organizzazione delle azioni da intraprendere.

Detta  proposta esprime una chiara opzione strategica a favore dell’integrazione, quale caratteristica che più di ogni altra consente di aggiungere valore alle attività  del volontariato e consente di rispondere alle nuove qualità della domanda rappresentata non dai soliti utenti, ma da una utenza diffusa  e consapevole della potenzialità della azione proposta.

 

Come avvenuto lo scorso anno, la scelta del Comitato di Gestione, è quella di concentrare risorse ed iniziative per garantire la possibilità di realizzare, all’interno della programmazione locale e regionale, servizi ed azioni di utilità sociale.

 

Il riparto, quindi, vuole rappresentare un programma organico di intervento  attraverso il monitoraggio delle iniziative promosse e dell’attività amministrativa dei Centri di Servizio.

 

Gli obiettivi che il Comitato di Gestione vuole perseguire sono i seguenti:

 

- consolidare i rapporti con i Centri di Servizio sviluppando tutte le opportune sinergie per la promozione e lo sviluppo del volontariato, nonché per favorire il dialogo e l’integrazione tra il mondo del Volontariato e gli altri attori  sociali presenti nel territorio;

 

- costruire un processo continuo di indirizzo / monitoraggio  delle attività dei Centri di Servizio per garantire la comunità rispetto al corretto utilizzo delle risorse messe a disposizione dal sistema  del Volontariato, l’effettivo svolgimento di attività a favore del Volontariato in relazione alle singole spese preventivate, la crescita della capacità dei Centri di Servizio di programmare/ gestire/ valutare  le azioni a favore del Volontariato con sempre maggior efficacia ed efficienza.

 

 

1) - PREMESSE

 

Il Comitato di Gestione intende favorire il consolidamento delle attività dei Centri di Servizio, lo sviluppo qualitativo della capacità degli stessi di rispondere alle esigenze delle associazioni  e di promuovere progettualità  sociale attraverso il lavoro  integrato e di rete, il consolidamento del processo di revisione dei livelli di efficienza economica, finanziaria e patrimoniale .

 

I Centri di Servizio hanno lo scopo di sostenere e qualificare l’attività del Volontariato  attraverso l’erogazione di servizi a favore delle organizzazioni di Volontariato.

 

In particolare;

            > approntano strumenti, programmi e progetti per la crescita della cultura della solidarietà la promozione di nuove iniziative di Volontariato ed il rafforzamento di quelle esistenti;

            > attuano e promuovono corsi di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti alle organizzazioni di Volontariato;

            > forniscono informazioni, documentazione e dati sull’attività del Volontariato regionale e nazionale nonché sulla normativa e sulle circolari applicative in materia;

> offrono consulenza ed assistenza qualificata  per quanto riguarda il settore fiscale, la stesura dei bilanci, la documentazione per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività nel  settore del Volontariato;

            > forniscono alle organizzazioni di Volontariato  qualificati sostegni alla realizzazione di convegni e seminari,

            > elaborano progetti di ricerca sulla realtà del Volontariato nella regione con particolare riferimento alle attività svolte ed in corso di svolgimento anche in ambito nazionale;

            > svolgono attività di raccolta dati sulle organizzazioni di volontariato e sui principali settori oggetto del loro intervento,  promuovendo e incentivando il loro il coordinamento;

            > svolgono attività di consulenza per quanto riguarda la possibilità di accedere ai finanziamenti dell’Unione Europea da parte delle Associazioni di Volontariato.

 

Ciò premesso, le linee di sviluppo che il Comitato di Gestione intende sostenere, sulla base anche delle indicazioni provenienti dal documento “PROGRAMMAZIONE – RENDICONTAZIONE – VALUTAZIONE” della Consulta Nazionale del Comitati di Gestione, aggiornato a giugno 2009, sono rappresentate da:

            > sviluppo della base associativa e della capacità di attrarre e coinvolgere il Volontariato nella costruzione  e gestione del programma di attività;

            > crescita della dimensione qualitativa e quantitativa dell’attività dei Centri di Servizio compatibile con l’assetto delle risorse disponibili;

            > consolidamento delle attività già avviate, delle relative competenze, dell’accessibilità dei servizi alla globalità del Volontariato presente sul territorio;

            > crescita della copertura territoriale dei servizi erogati dai Centri di Servizio;

            > sviluppo della capacità  di “ comunicare “ con il territorio e i diversi attori sociali, curando sia la capacità ricettiva sia quella di informazione e promozione delle attività ed iniziative dei Centri di Servizio;

            > sviluppo della capacità di integrare il Volontariato all’interno delle linee programmatiche della Regione;

            > qualificazione della capacità di sostenere ed esprimere  “progettualità territoriale” in linea con i presenti e futuri sviluppi delle politiche e livello regionale, nazionale ed europeo.

> utilizzo del monitoraggio nell’ambito della progettazione sociale, per favorire iniziative mirate e qualificate.

 

 

 

2) - OBIETTIVI STRATEGICI PER L’ANNO 2011

 

Da quanto espresso in premessa, si individuano alcuni obiettivi strategici, caratteristici e qualificanti della programmazione 2011.

 

In base a questi, saranno ammesse a finanziamento quelle attività, coerenti con le norme,                          

che consentiranno di:

 

            > sviluppare l’universalità dei servizi e la copertura dell’intero territorio regionale;

            > sostenere, con servizi diretti dei CSV e tramite l’istituto della co-progettazione, la crescita delle Organizzazioni di Volontariato di minore dimensione anche non iscritte nel registro regionale e di quelle localizzate in territori  (aree montane), ovvero operanti con spirito di solidarietà, in settori (cultura, ambiente, formazione ecc.) particolarmente carenti, con riferimento alle norme vigenti; rimane fermo che, per l’anno in corso ed in caso di co-progettazione, i finanziamenti potranno essere erogati solo alle ODV capofila iscritte al registro regionale;      

> migliorare la professionalità e la produttività delle risorse umane impiegate dai Centri di Servizio;

            > ridurre i costi di struttura ed i costi fissi per la gestione dei Centri di Servizio;

 

e che dimostreranno:

 

            > qualità di carattere metodologico  (es. congruenza progettuale e realizzativa, ottimale rapporto azioni/costi , corretta  definizione dei ruoli e dei tempi;

            > economicità (es. ottimazione delle risorse, chiarezza e dettaglio dei preventivi, trasparenza e metodo gestionale, bilancio sociale ecc.)

            > territorialità e partecipazione, nel senso del legame con le realtà associative del territorio e del coinvolgimento degli attori sociali in tutte le fasi  di informazione, concertazione, progettazione, realizzazione e valutazione  in una logica di servizio e/o di supporto nei confronti  della progettualità che autonomamente viene espressa;

            > capacità di animazione del territorio, nel senso dello sviluppo di incontri nei vari ambiti territoriali  e/o tematici per favorire la creazione di una rete di operatori  e l’integrazione sinergia della singole attività;

            > pluralità e diversità dei soggetti , intese come capacità di coinvolgere un numero di realtà sempre più vasto, non limitando la partecipazione alle iniziative  alle sole Organizzazioni di volontariato, ma ampliandola ad altri attori sociali  - pubblici e privati  - con l’apporto ed il ruolo del Volontariato,  all’interno delle attività, rilevante e centrale rispetto a quello degli altri attori;

            > pluralità delle fonti di finanziamento, che si può tradurre in forma di cofinanziamento da parte dei diversi attori sociali che partecipano alle azioni e/o in riduzione dei costi a favore della attivazione di risorse volontarie e/o esistenti.

            > rispetto delle prescrizioni indicate nelle Linee guida per il regolamento dei servizi e di accesso  dei centri di servizio per il volontariato, approvate con delibera del comitato di gestione n.  35 del  1/9/2008.

 

Nell’invitare i Centri di Servizio a sottoporre all’approvazione del Comitato di gestione  il programma relativo alle attività per l’anno 2011,  si ribadisce che, anche a causa di un quadro normativo non ben definito, le risorse economiche a disposizione dei Centri di Servizio  per i prossimi anni potranno subire importanti variazioni. In tal senso si chiamano i Centri di  servizio a pianificare le proprie attività in modo tale da poter ridurre complessivamente gli importi richiesti per la copertura dei costi fissi.

 

 

3) - MODALITÀ’ E TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA 2011

 

Il programma per la gestione dovrà constare di una relazione contenente i seguenti argomenti:

 

* obiettivi che i Centri di Servizio intendono raggiungere nel corso del 2011, con l’indicazione delle azioni programmate per raggiungere ciascun obiettivo individuato, e delle modalità di controllo e verifica in itinere del raggiungimento degli obiettivi prefissati;

 

* iniziative che si intendono sviluppare descritte e raggruppate per macrocategorie:

> servizi di base,

> attività formativa  a favore del volontariato,

> servizi di consulenza,

> informazione e documentazione,

> ricerca,

> promozione del Volontariato ed animazione territoriale,

> sostegno alla progettazione a valenza territoriale locale.

 

* esigenze a carattere strutturale , relative a :

> affitti delle sedi,

> utenze,

> personale,

> formazione del personale,

> consulenze,

> altri costi generali.

 

Le attività di cui sopra, secondo le modalità sempre previste dallo scrivente Comitato di Gestione, vengono distinte nei seguenti Settori:

 

1° settore- Attività di funzionamento dei Centri di Servizio

 

concernenti le spese generali di gestione proprie del Centro,  nonché le spese per eventuali assunzioni di personale subordinato con contratto a tempo determinato come indicato dalla delibera del Comitato di Gestione n. 22 del 7/10/05 e per altri incarichi di collaborazione a personale esterno. In questo  settore  risultano altresì comprese le spese per l’erogazione di sevizi  alle Organizzazioni di Volontariato iscritte e non iscritte al Registro Regionale.

 

 2° settore  Attività  di competenza del Centro di Servizio , assegnate per Legge - (legge regionale 1/95 art. 2 lettera a - b - c - d)

 

concernenti le spese per le seguenti attività:

 - promozione di nuove iniziative di volontariato ed in rafforzamento di quelle esistenti approntando a tal fine strumenti ed iniziative per la crescita della cultura della solidarietà;

- consulenza ed assistenza qualificata nonché strumenti per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività;

- formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad Organizzazioni di Volontariato;

- divulgazione di informazioni, notizie, documenti e dati sulle attività di volontariato locale e nazionale.

 

Vista la riduzione dei fondi messi a disposizione dalle Fondazioni rispetto agli anni precedenti, è opportuno che i CSV prestino particolare attenzione alla riduzione delle proprie spese di funzionamento, per cui nell’anno 2011 le spese di funzionamento dovranno essere contenute nel limite del parametro fisso annuale di riparto dei fondi (€ 250.000,00) o nel limite degli stanziamenti del I e II settore indicati nel bilancio preventivo dell’anno precedente.

 

Il Comitato di Gestione con lettera del Presidente del 15 dicembre 2008 ha invitato i CSV ad adottare nella gestione dell’anno 2009 una particolare attenzione, parsimonia e oculatezza nell’erogazione delle spese, comprese quelle di funzionamento, provvedendo ad accantonare prudenzialmente eventuali economie nell’avanzo di amministrazione, che, da allora in poi, poteva essere inteso quale fondo di stabilizzazione.

 

Pertanto per poter utilizzare l’avanzo di amministrazione dell’anno 2010 (o parte di esso) si dovrà presentare al Comitato di gestione, dopo l’approvazione del bilancio preventivo 2011 e dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2010 (attestante l’avanzo), una variazione di bilancio  che applica l’avanzo di amministrazione (in entrata, a mero titolo indicativo) ed un incremento di pari importo nel terzo settore (in spesa) con una relazione esplicativa; per poter procedere alla spesa è necessaria l’approvazione da parte del Comitato di Gestione, fermo restando che l’avanzo di amministrazione può essere utilizzato solo per il terzo settore.

 

In caso di coprogettazione, le spese del personale dei CSV devono essere sempre considerate spese di funzionamento da inserire nel 1 e 2 settore e non nel 3 settore.

 

 

3° settore - Attività di sostegno e di finanziamento di specifici progetti di solidarietà presentati dalle Organizzazioni di Volontariato iscritte al Registro Regionale  (legge regionale 1/95  - art. 2 - lett. E )

 

concernenti le spese di sostegno dei progetti di intervento a valenza provinciale locale e interprovinciale, presentati dalle Associazioni di volontariato singole e associate, attingendo i fondi ad essi concessi ai sensi dell’art. 15 della Legge 11.08.1991, n. 266.

 

A questo proposito sembra di estrema rilevanza precisare, in primo luogo, che in linea di principio, i trasferimenti dai Fondi originati dalla Legge 266/91 ai Centri di servizio  dovranno essere destinati principalmente a finanziare gli interventi di competenza del Centro di Servizio loro assegnati  dalla L.R 1/95 lettere a) - b) - c) - d) rivolti alle Associazioni  ed alle Organizzazioni di Volontariato, attività queste di cui si tiene ribadire l’importanza e la priorità.

 Al fine di ottenere il finanziamento delle spese rientranti nei diversi Settori di attività, i Centri di Servizio sono tenuti ad inviare entro il 15/3/2011 il bilancio di previsione dell’anno 2011 accompagnato da una relazione illustrativa.
 

 

I bilanci di previsione dovranno essere redatti secondo lo schema allegato e dovranno consentire l’applicazione di un piano dei conti analitico ed uniforme tra CSV in modo da effettuare raffronti dei dati contabili nel tempo (fra anni diversi) e nello spazio (tra CSV diversi), così come indicato nella delibera del Comitato di gestione n. 23 del 20 luglio 2005. Eventuali aggiornamenti o integrazioni agli schemi contabili di bilancio e di rendiconto possono essere effettuate con decisione del Presidente.

 

A tal fine, il Comitato ha già provveduto ad approvare con delibera n. 2 del 24/1/2011 ed a comunicare l’importo del Fondo Speciale istituito ai sensi dell’art. 15 della L. 266/91 e del D.M. 21/11/1991, spettanti a ciascun Centro di Servizio per l’anno successivo.

Detto importo è già al netto della quota afferente le spese di conduzione del Comitato stesso.

Il Comitato di Gestione indicherà,  altresì, i criteri di massima per la ripartizione delle predette risorse fra i tre settori di intervento, criteri ai quali i Centri stessi dovranno attenersi, salvo comprovate diverse necessità di ripartizione, che saranno autorizzate dal Comitato stesso in sede di verifica ed approvazione del Bilancio di Previsione.

Il Comitato di Gestione indicherà, infine, nell’ambito del “ terzo settore “ le risorse eventualmente riservate come disponibili,  per il sostegno dei progetti a valenza regionale o pluriprovinciale, promossi dalla Organizzazioni ed Associazioni di Volontariato della Regione.

 

Solo in sede di compilazione dei suddetti preventivi, eventuali risorse derivanti dalla Legge 266/91, già comprese fra quelle disponibili e designabili al terzo settore nel riparto di massima indicato dal Comitato di Gestione e che siano considerate dal Centro di Servizio non necessarie ad assicurare lo svolgimento degli interventi di competenza, potranno essere designabili, sulla base della valutazione di ciascun Centro di Servizio, per sostenere progetti riguardanti la realizzazione di interventi di volontariato, che si concretizzino in attività di sviluppo del sistema del volontariato, promosse dalle Associazioni ed Organizzazioni di Volontariato della zona.

 

I Centri di Servizio interessati ad integrare la propria attività con interventi della specie dovranno indicare nel bilancio preventivo, oltre alle spese necessarie al proprio funzionamento, anche l’ammontare delle somme assegnabili agli interventi di sostegno in questione.

 

I Centri di Servizio si impegnano a trasmettere al Comitato di gestione:

 

a) in sede di report intermedio, l’elenco dei progetti presentati dalle Associazioni ed ammessi a finanziamento;

 

b) in sede di report intermedio e di rendiconto, dati e notizie sullo stato di attuazione dei singoli progetti sostenuti, rispettando le direttive di volta in volta stabilite dal Comitato di Gestione.

 

Le somme richieste per detti interventi di sostegno saranno erogate dal Comitato di Gestione in più tranche, da stabilissi con apposito provvedimento.

 

Relativamente ai Centri di Servizio che, sulla base dei preventivi approvati dal Comitato di Gestione , siano risultati assegnatari dei fondi  ex  art. 15 della legge 266/91, il Comitato di Gestione controllerà, in sede di approvazione del rendiconto, la legittimità degli interventi sostenuti e degli impegni di sostegno assunti e non ancora effettuati.

 

In  ordine alle caratteristiche dei programmi predisposti dalle Associazioni e dalle Organizzazione di volontariato, per i quali si richiede al Centro di servizio detti interventi di sostegno, su conformi precise raccomandazioni ministeriali (vedi circolare del 22/12/2000  della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Sociali)  si precisa che i mezzi e le risorse finanziare costituenti il predetto sostegno, non potranno estendersi ad operazioni comportanti l’acquisto e la ristrutturazione di immobili. In relazione a detti progetti, il contributo del Centro potrà, viceversa, estendersi alla copertura delle spese derivanti dall’acquisto del materiale necessario alla realizzazione pratica del singolo progetto, compresi altri eventuali beni durevoli.

 

Si precisa, infine, che i progetti dovranno prevedere un parte di risorse proprie dell’Associazione o delle Associazioni realizzatrici, secondo le misure ragionevolmente proporzionali e fissate dai relativi  bandi .

 

Uno stesso progetto potrà beneficiare del concorso di fondi da terzi sia di natura pubblica locale che comunitaria ad eccezione di quanto assegnato in base alla L. 266/1991 dall’Osservatorio Nazionale del Volontariato, fermo restando la compartecipazione dell’associazione proponente.

 

Infine, il  bilancio preventivo, dovrà  distinguere la gestione del Centro di Servizio dalle altre attività in capo alla Associazione chiamate ad essere Centro di Servizio ed evidenziare eventuali somme impiegate per il finanziamento di attività relative alla gestione del Centro di Servizio rinvenute da fonte diversa rispetto al Fondo Speciale per il volontariato di cui all’art., 15 della L. 266/91.

 

Nella valutazione dei progetti sarà premiante la valorizzazione delle reti e il coinvolgimento di partner diversi dalle ODV (APS, enti, Fondazioni ecc.), fermo restando che occorre predisporre i bandi definendo limiti precisi ai servizi effettuati da terzi, in modo da garantire titolarità ed effettiva realizzazione del progetto in capo alla ODV proponente.

 

 

4) - TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE

 

4/1 documentazione di previsione

 

Il termine per la presentazione della documentazione relativa alle previsioni di gestione del Centro di Servizio dell’anno 2011  è fissato al 15 marzo 2011.

Pertanto entro la data suindicata, a mezzo raccomandata A.R., dovrà essere spedito al Comitato di Gestione il Bilancio di Previsione del Centro di Servizio, secondo lo schema allegato, evidenziando i motivi  degli scostamenti più rilevanti.

 

Il documento contabile di cui sopra dovrà essere accompagnato da una relazione articolata come segue:

- obiettivi  che il  Centro di Servizio intende raggiungere nel corso dell’anno;

- macrocategorie delle iniziative che si intendono sviluppare;

- esigenze a carattere strutturale.

 

Il documento contabile dovrà essere altresì accompagnato da una relazione dell’Organo di controllo del Centro medesimo.

 

 

4/2- documentazione intermedia

 

Al fine di informare il Comitato di Gestione circa le attività realizzate  nel corso del primo semestre, il Centro di Servizio, produrrà, entro il 31 agosto di ogni anno,  un report intermedio sulla attività realizzata al 30 giugno.   

In report intermedio consisterà in prospetti che evidenziano il grado di realizzo delle previsioni del bilancio, tenuto conto delle eventuali integrazioni approvate dallo stesso Comitato in corso di esercizio, nonché la situazione di cassa; dovranno essere evidenziati gli scostamenti più significativi.

Ai prospetti dovrà essere allegata una relazione che evidenzi gli obiettivi raggiunti, le modalità di attuazione delle attività, le voci di spesa relative e il calcolo dei costi sostenuti; dovranno essere  allegati i bandi approvati e l’elenco dei progetti presentati dalle associazioni ed ammessi a finanziamento.

 

Il report intermedio dovrà contenere il visto dell’Organo di controllo.

 

 

4/3  - documentazione di rendiconto

 

Il rendiconto finale consiste in prospetti di natura economica - patrimoniale e finanziaria, in cui il consuntivo della gestione del Centro di Servizio sarà confrontato con il programma ammesso dal Comitato di Gestione, comprensivo delle eventuali integrazioni approvate dallo stesso Comitato in corso di esercizio e con il consuntivo dell’esercizio precedente , evidenziando i relativi scostamenti.

Al rendiconto dovrà essere allegata una relazione che evidenzi gli obiettivi raggiunti, le modalità di attuazione delle attività, le voci di spesa relative, il calcolo dei costi sostenuti, gli impegni per attività che si concluderanno nell’esercizio successivo e ogni altra informazione di natura qualitativa e quantitativa, utile a consentire una corretta valutazione dell’attività svolta, degli utenti serviti, dell’impatto sul Volontariato e sul territorio.

 

Il Bilancio Consuntivo dovrà essere approvato secondo statuto, corredato dalla relazione dell’Organo di Controllo, completo della nota integrativa e dell’inventario delle immobilizzazioni materiali ed immateriali con vincolo di destinazione, in cui  la gestione del Centro risulterà  distinta da altre attività in capo alla Associazione chiamata ad essere Centro di Servizio e saranno altresì evidenziate eventuali somme impiegate per il finanziamento di attività relative alla gestione del Centro di Servizio provenienti da fonte diversa rispetto al Fondo Speciale per il Volontariato di cui all’art. 15 della Legge 266/91.

 

Dalla documentazione dovrà essere possibile determinare l’ammontare delle risorse che:

=   sono utilizzate dal Centro di Servizio per la copertura dei costi relativi alla realizzazione del programma  (proventi di competenza);

=   risultano impegnate per la conclusione nel prossimo esercizio di attività appartenenti al programma approvato dal Comitato di gestione per l’anno in riferimento  (residui passivi); non è ammesso conservare tra i residui passivi somme non corrispondenti a debiti effettivi;

=   rappresentano immobilizzazioni patrimoniali vincolate alla gestione del Centro di Servizio;

=   sono libere (debiti verso il Fondo Speciale per risorse in attesa di destinazione).

 

Il rendiconto dovrà essere redatto secondo lo schema allegato e dovrà consentire l’applicazione di un piano dei conti analitico ed uniforme tra CSV in modo da effettuare raffronti dei dati contabili nel tempo (fra anni diversi) e nello spazio (tra CSV diversi), così come indicato nella delibera del Comitato di gestione n. 23 del 20 luglio 2005.

 

I progetti regionali su tematiche specifiche dovranno essere evidenziati con rendicontazione separate utilizzando apposite sottocatalogazioni del piano dei conti.

 

In sede di rendiconto i Centri di Servizio per il volontariato dovranno redigere un bilancio sociale con lo scopo di evidenziare, fra l’altro, i risultati effettivamente conseguiti e le ricadute sul territorio delle azioni poste in essere.

 

 

 

SCHEMA DELLA STRUTTURA DEL BILANCIO DI PREVISIONE E DEL RENDICONTO

 

(omissis – vedasi delibera del Comitato di Gestione n. 27 del 8/10/2009)

 

  

 

 

 

 

 


 Delibera del Comitato di Gestione n. 27 del 8/10/2009 Oggetto: Criteri per il fondo speciale regionale per il volontariato anno 2010.

(Omissis)

 

 

ALLEGATO A

INDIRIZZI PER LA DEFINIZIONE DEL  “PIANO DI PROGRAMMAZIONE PER IL 2010”

DEI CENTRI DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO  DELLA REGIONE VENETO

E UTILIZZO DEL FONDO REGIONALE PER L’ANNO 2010

 

Il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato, ai sensi del D.M. 8.10.1997 e delle relative “Disposizioni esplicative “, avvalendosi della facoltà di individuare  dei criteri in base ai quali provvedere alla ripartizione annuale dei fondi, si propone di fornire ai Centri di Servizio del Veneto, delle indicazioni riguardanti la tipologia delle attività da ammettere a finanziamento.

Tali orientamenti  nelle priorità di carattere metodologico non intendono interferire sulle decisioni che, annualmente, i Centri di Servizio, svilupperanno in merito alla natura ed organizzazione delle azioni da intraprendere.

Detta  proposta esprime una chiara opzione strategica a favore dell’integrazione, quale caratteristica che più di ogni altra consente di aggiungere valore alle attività  del volontariato e consente di rispondere alle nuove qualità della domanda rappresentata non dai soliti utenti, ma da una utenza diffusa  e consapevole della potenzialità della azione proposta.

 

Come avvenuto lo scorso anno, la scelta del Comitato di Gestione, è quella di concentrare risorse ed iniziative per garantire la possibilità di realizzare, all’interno della programmazione locale e regionale, servizi ed azioni di utilità sociale.

 

Il riparto, quindi, vuole rappresentare un programma organico di intervento  attraverso il monitoraggio delle iniziative promosse e dell’attività amministrativa dei Centri di Servizio.

 

Gli obiettivi che il Comitato di Gestione vuole perseguire sono i seguenti:

 

- consolidare i rapporti con i Centri di Servizio sviluppando tutte le opportune sinergie per la promozione e lo sviluppo del volontariato, nonché per favorire il dialogo e l’integrazione tra il mondo del Volontariato e gli altri attori  sociali presenti nel territorio;

 

- costruire un processo continuo di indirizzo / monitoraggio  delle attività dei Centri di Servizio per garantire la comunità rispetto al corretto utilizzo delle risorse messe a disposizione dal sistema  del Volontariato, l’effettivo svolgimento di attività a favore del Volontariato in relazione alle singole spese preventivate, la crescita della capacità dei Centri di Servizio di programmare/ gestire/ valutare  le azioni a favore del Volontariato con sempre maggior efficacia ed efficienza.

 

 

1) - PREMESSE

 

Il Comitato di Gestione intende favorire il consolidamento delle attività dei Centri di Servizio, lo sviluppo qualitativo della capacità degli stessi di rispondere alle esigenze delle associazioni  e di promuovere progettualità  sociale attraverso il lavoro  integrato e di rete, il consolidamento del processo di revisione dei livelli di efficienza economica, finanziaria e patrimoniale .

 

I Centri di Servizio hanno lo scopo di sostenere e qualificare l’attività del Volontariato  attraverso l’erogazione di servizi a favore delle organizzazioni di Volontariato.

 

In particolare;

            > approntano strumenti, programmi e progetti per la crescita della cultura della solidarietà la promozione di nuove iniziative di Volontariato ed il rafforzamento di quelle esistenti;

            > attuano e promuovono corsi di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti alle organizzazioni di Volontariato;

            > forniscono informazioni, documentazione e dati sull’attività del Volontariato regionale e nazionale nonché sulla normativa e sulle circolari applicative in materia;

> offrono consulenza ed assistenza qualificata  per quanto riguarda il settore fiscale, la stesura dei bilanci, la documentazione per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività nel  settore del Volontariato;

            > forniscono alle organizzazioni di Volontariato  qualificati sostegni alla realizzazione di convegni e seminari,

            > elaborano progetti di ricerca sulla realtà del Volontariato nella regione con particolare riferimento alle attività svolte ed in corso di svolgimento anche in ambito nazionale;

            > svolgono attività di raccolta dati sulle organizzazioni di volontariato e sui principali settori oggetto del loro intervento,  promuovendone, se necessario, il coordinamento;

            > svolgono attività di consulenza per quanto riguarda la possibilità di accedere ai finanziamenti dell’Unione Europea da parte delle Associazioni di Volontariato.

 

Ciò premesso, le linee di sviluppo che il Comitato di Gestione intende sostenere, sulla base anche delle indicazioni provenienti dal documento “PROGRAMMAZIONE – RENDICONTAZIONE – VALUTAZIONE” della Consulta Nazionale del Comitati di Gestione, aggiornato a giugno 2009, sono rappresentate da:

            > sviluppo della base associativa e della capacità di attrarre e coinvolgere il Volontariato nella costruzione  e gestione del programma di attività;

            > crescita della dimensione qualitativa e quantitativa dell’attività dei Centri di Servizio compatibile con l’assetto delle risorse disponibili;

            > consolidamento delle attività già avviate, delle relative competenze, dell’accessibilità dei servizi alla globalità del Volontariato presente sul territorio;

            > crescita della copertura territoriale dei servizi erogati dai Centri di Servizio;

            > sviluppo della capacità  di “ comunicare “ con il territorio e i diversi attori sociali, curando sia la capacità ricettiva sia quella di informazione e promozione delle attività ed iniziative dei Centri di Servizio;

            > sviluppo della capacità di integrare il Volontariato all’interno delle linee programmatiche della Regione;

            > qualificazione della capacità di sostenere ed esprimere  “progettualità territoriale” in linea con i presenti e futuri sviluppi delle politiche e livello regionale, nazionale ed europeo.

 

 

2) - OBIETTIVI STRATEGICI PER L’ANNO 2010

 

Da quanto espresso in premessa, si individuano alcuni obiettivi strategici, caratteristici e qualificanti della programmazione 2010.

 

In base a questi, saranno ammesse a finanziamento quelle attività, coerenti con le norme,                           che consentiranno di:

 

            > sviluppare l’universalità dei servizi e la copertura dell’intero territorio regionale;

            > sostenere la crescita delle Organizzazioni di Volontariato di minore dimensione anche non iscritte nel registro regionale e di quelle localizzate in territori  (aree montane), ovvero operanti con spirito di solidarietà, in settori (cultura, ambiente, formazione ecc.) particolarmente carenti, con riferimento alle norme vigenti;

> migliorare la professionalità e la produttività delle risorse umane impiegate dai Centri di Servizio;

            > ridurre i costi di struttura ed i costi fissi per la gestione dei Centri di Servizio;

 

e che dimostreranno:

 

            > qualità di carattere metodologico  (es. congruenza progettuale e realizzativa, ottimale rapporto azioni/costi , corretta  definizione dei ruoli e dei tempi;

            > economicità (es. ottimazione delle risorse, chiarezza e dettaglio dei preventivi, trasparenza e metodo gestionale, bilancio sociale ecc.)

            > territorialità e partecipazione, nel senso del legame con le realtà associative del territorio e del coinvolgimento degli attori sociali in tutte le fasi  di informazione, concertazione, progettazione, realizzazione e valutazione  in una logica di servizio e/o di supporto nei confronti  della progettualità che autonomamente viene espressa;

            > capacità di animazione del territorio, nel senso dello sviluppo di incontri nei vari ambiti territoriali  e/o tematici per favorire la creazione di una rete di operatori  e l’integrazione sinergia della singole attività;

            > pluralità e diversità dei soggetti , intese come capacità di coinvolgere un numero di realtà sempre più vasto, non limitando la partecipazione alle iniziative  alle sole Organizzazioni di volontariato, ma ampliandola ad altri attori sociali  - pubblici e privati  - con l’apporto ed il ruolo del Volontariato,  all’interno delle attività, rilevante e centrale rispetto a quello degli altri attori;

            > pluralità delle fonti di finanziamento, che si può tradurre in forma di cofinanziamento da parte dei diversi attori sociali che partecipano alle azioni e/o in riduzione dei costi a favore della attivazione di risorse volontarie e/o esistenti.

            > rispetto delle prescrizioni indicate nelle Linee guida per il regolamento dei servizi e di accesso  dei centri di servizio per il volontariato, approvate con delibera del comitato di gestione n.  35 del  1/9/2008.

 

Nell’invitare i Centri di Servizio a sottoporre all’approvazione del Comitato di gestione  il programma relativo alle attività per l’anno 2010,  si ribadisce che, anche a causa di un quadro normativo non ben definito, le risorse economiche a disposizione dei Centri di Servizio  per i prossimi anni potranno subire importanti variazioni. In tal senso si chiamano i Centri di  servizio a pianificare le proprie attività in modo tale da poter ridurre complessivamente gli importi richiesti per la copertura dei costi fissi.

 

 

3) - MODALITÀ’ E TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA 2010

 

Il programma per la gestione dovrà constare di una relazione contenente i seguenti argomenti:

 

* obiettivi che i Centri di Servizio intendono raggiungere nel corso del 2010, con l’indicazione delle azioni programmate per raggiungere ciascun obiettivo individuato, e delle modalità di controllo e verifica in itinere del raggiungimento degli obiettivi prefissati;

 

* iniziative che si intendono sviluppare descritte e raggruppate per macrocategorie:

> servizi di base,

> attività formativa  a favore del volontariato,

> servizi di consulenza,

> informazione e documentazione,

> ricerca,

> promozione del Volontariato ed animazione territoriale,

> sostegno alla progettazione a valenza territoriale locale.

 

* esigenze a carattere strutturale , relative a :

> affitti delle sedi,

> utenze,

> personale,

> formazione del personale,

> consulenze,

> altri costi generali.

 

Le attività di cui sopra, secondo le modalità sempre previste dallo scrivente Comitato di Gestione, vengono distinte nei seguenti Settori:

 

1° settore- Attività di funzionamento dei Centri di Servizio

 

concernenti le spese generali di gestione proprie del Centro,  nonché le spese per eventuali assunzioni di personale subordinato con contratto a tempo determinato come indicato dalla delibera del Comitato di Gestione n. 22 del 7/10/05 e per altri incarichi di collaborazione a personale esterno. In questo  settore  risultano altresì comprese le spese per l’erogazione di sevizi  alle Organizzazioni di Volontariato iscritte e non iscritte al Registro Regionale.

 

 2° settore  Attività  di competenza del Centro di Servizio , assegnate per Legge - (legge regionale 1/95 art. 2 lettera a - b - c - d)

 

concernenti le spese per le seguenti attività:

 - promozione di nuove iniziative di volontariato ed in rafforzamento di quelle esistenti approntando a tal fine strumenti ed iniziative per la crescita della cultura della solidarietà;

- consulenza ed assistenza qualificata nonché strumenti per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività;

- formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad Organizzazioni di Volontariato;

- divulgazione di informazioni, notizie, documenti e dati sulle attività di volontariato locale e nazionale.

 

Vista la riduzione dei fondi messi a disposizione dalle Fondazioni rispetto agli anni precedenti, è opportuno che i CSV prestino particolare attenzione alla riduzione delle proprie spese di funzionamento, per cui nell’anno 2010 le spese di funzionamento dovranno essere contenute nel limite del parametro fisso annuale di riparto dei fondi (€ 250.000,00) o nel limite del 95% degli stanziamenti del I e II settore indicati nel bilancio preventivo dell’anno 2009.

 

Il Comitato di Gestione con lettera del Presidente del 15 dicembre 2008 ha invitato i CSV ad adottare nella gestione dell’anno 2009 una particolare attenzione, parsimonia e oculatezza nell’erogazione delle spese, comprese quelle di funzionamento, provvedendo ad accantonare prudenzialmente eventuali economie nell’avanzo di amministrazione, che, da allora in poi, poteva essere inteso quale fondo di stabilizzazione.

 

Pertanto per poter utilizzare l’avanzo di amministrazione dell’anno 2009 (o parte di esso) si dovrà presentare al Comitato di gestione, dopo l’approvazione del bilancio preventivo 2010 e dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2009 (attestante l’avanzo), una variazione di bilancio  che applica l’avanzo di amministrazione (in entrata, a mero titolo indicativo) ed un incremento di pari importo nel terzo settore (in spesa) con una relazione esplicativa; per poter procedere alla spesa è necessaria l’approvazione da parte del Comitato di Gestione, fermo restando che l’avanzo di amministrazione può essere utilizzato solo per il terzo settore.

 

In caso di coprogettazione, le spese del personale dei CSV devono essere sempre considerate spese di funzionamento da inserire nel 1 e 2 settore e non nel 3 settore.

 

 

3° settore - Attività di sostegno e di finanziamento di specifici progetti di solidarietà presentati dalle Organizzazioni di Volontariato iscritte al Registro Regionale  (legge regionale 1/95  - art. 2 - lett. E )

 

concernenti le spese di sostegno dei progetti di intervento a valenza provinciale locale e interprovinciale, presentati dalle Associazioni di volontariato singole e associate, attingendo i fondi ad essi concessi ai sensi dell’art. 15 della Legge 11.08.1991, n. 266.

 

A questo proposito sembra di estrema rilevanza precisare, in primo luogo, che in linea di principio, i trasferimenti dai Fondi originati dalla Legge 266/91 ai Centri di servizio  dovranno essere destinati principalmente a finanziare gli interventi di competenza del Centro di Servizio loro assegnati  dalla L.R 1/95 lettere a) - b) - c) - d) rivolti alle Associazioni  ed alle Organizzazioni di Volontariato, attività queste di cui si tiene ribadire l’importanza e la priorità.

 

Al fine di ottenere il finanziamento delle spese rientranti nei diversi Settori di attività, i Centri di Servizio sono tenuti ad inviare entro il 30 novembre 2009 il bilancio di previsione dell’anno 2010 accompagnato da una relazione illustrativa.

 

I bilanci di previsione dovranno essere redatti secondo lo schema allegato e dovranno consentire l’applicazione di un piano dei conti analitico ed uniforme tra CSV in modo da effettuare raffronti dei dati contabili nel tempo (fra anni diversi) e nello spazio (tra CSV diversi), così come indicato nella delibera del Comitato di gestione n. 23 del 20 luglio 2005. Eventuali aggiornamenti o integrazioni agli schemi contabili di bilancio e di rendiconto possono essere effettuate con decisione del Presidente.

 

A tal fine, il Comitato ha già provveduto ad approvare con delibera n. 25 del 20/7/2009 ed a comunicare l’importo del Fondo Speciale istituito ai sensi dell’art. 15 della L. 266/91 e del D.M. 21/11/1991, spettanti a ciascun Centro di Servizio per l’anno successivo.

Detto importo è già al netto della quota afferente le spese di conduzione del Comitato stesso.

Il Comitato di Gestione indicherà,  altresì, i criteri di massima per la ripartizione delle predette risorse fra i tre settori di intervento, criteri ai quali i Centri stessi dovranno attenersi, salvo comprovate diverse necessità di ripartizione, che saranno autorizzate dal Comitato stesso in sede di verifica ed approvazione del Bilancio di Previsione.

Il Comitato di Gestione indicherà, infine, nell’ambito del “ terzo settore “ le risorse eventualmente riservate come disponibili,  per il sostegno dei progetti a valenza regionale o pluriprovinciale, promossi dalla Organizzazioni ed Associazioni di Volontariato della Regione.

 

Solo in sede di compilazione dei suddetti preventivi, eventuali risorse derivanti dalla Legge 266/91, già comprese fra quelle disponibili e designabili al terzo settore nel riparto di massima indicato dal Comitato di Gestione e che siano considerate dal Centro di Servizio non necessarie ad assicurare lo svolgimento degli interventi di competenza, potranno essere designabili, sulla base della valutazione di ciascun Centro di Servizio, per sostenere progetti riguardanti la realizzazione di interventi di volontariato, che si concretizzino in attività di sviluppo del sistema del volontariato, promosse dalle Associazioni ed Organizzazioni di Volontariato della zona.

 

I Centri di Servizio interessati ad integrare la propria attività con interventi della specie dovranno indicare nel bilancio preventivo, oltre alle spese necessarie al proprio funzionamento, anche l’ammontare delle somme assegnabili agli interventi di sostegno in questione.

 

I Centri di Servizio si impegnano a trasmettere al Comitato di gestione:

 

a) in sede di report intermedio, l’elenco dei progetti presentati dalle Associazioni ed ammessi a finanziamento;

 

b) in sede di report intermedio e di rendiconto, dati e notizie sullo stato di attuazione dei singoli progetti sostenuti, rispettando le direttive di volta in volta stabilite dal Comitato di Gestione.

 

Le somme richieste per detti interventi di sostegno saranno erogate dal Comitato di Gestione in più tranche, da stabilissi con apposito provvedimento.

 

Relativamente ai Centri di Servizio che, sulla base dei preventivi approvati dal Comitato di Gestione , siano risultati assegnatari dei fondi  ex  art. 15 della legge 266/91, il Comitato di Gestione controllerà, in sede di approvazione del rendiconto, la legittimità degli interventi sostenuti e degli impegni di sostegno assunti e non ancora effettuati.

 

In  ordine alle caratteristiche dei programmi predisposti dalle Associazioni e dalle Organizzazione di volontariato, per i quali si richiede al Centro di servizio detti interventi di sostegno, su conformi precise raccomandazioni ministeriali (vedi circolare del 22/12/2000  della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per gli Affari Sociali)  si precisa che i mezzi e le risorse finanziare costituenti il predetto sostegno, non potranno estendersi ad operazioni comportanti l’acquisto e la ristrutturazione di immobili. In relazione a detti progetti, il contributo del Centro potrà, viceversa, estendersi alla copertura delle spese derivanti dall’acquisto del materiale necessario alla realizzazione pratica del singolo progetto, compresi altri eventuali beni durevoli.

 

Si precisa, infine, che i progetti dovranno prevedere un parte di risorse proprie dell’Associazione o delle Associazioni realizzatrici, secondo le misure ragionevolmente proporzionali e fissate dai relativi  bandi .

 

Uno stesso progetto potrà beneficiare del concorso di fondi da terzi sia di natura pubblica locale che comunitaria ad eccezione di quanto assegnato in base alla L. 266/1991 dall’Osservatorio Nazionale del Volontariato, fermo restando la compartecipazione dell’associazione proponente.

 

Infine, il  bilancio preventivo, dovrà  distinguere la gestione del Centro di Servizio dalle altre attività in capo alla Associazione chiamate ad essere Centro di Servizio ed evidenziare eventuali somme impiegate per il finanziamento di attività relative alla gestione del Centro di Servizio rinvenute da fonte diversa rispetto al Fondo Speciale per il volontariato di cui all’art., 15 della L. 266/91.

 

 

4) - TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE

 

 

4/1 documentazione di previsione

 

Il termine per la presentazione della documentazione relativa alle previsioni di gestione del Centro di Servizio dell’anno 2010  è fissato al 30 novembre 2009.

Pertanto entro la data suindicata, a mezzo raccomandata A.R., dovrà essere spedito al Comitato di Gestione il Bilancio di Previsione del Centro di Servizio, secondo lo schema allegato, evidenziando i motivi  degli scostamenti più rilevanti.

 

Il documento contabile di cui sopra dovrà essere accompagnato da una relazione articolata come segue:

- obiettivi  che il  Centro di Servizio intende raggiungere nel corso dell’anno;

- macrocategorie delle iniziative che si intendono sviluppare;

- esigenze a carattere strutturale.

 

Il documento contabile dovrà essere altresì accompagnato da una relazione dell’Organo di controllo del Centro medesimo.

 

 

4/2- documentazione intermedia

 

Al fine di informare il Comitato di Gestione circa le attività realizzate  nel corso del primo semestre, il Centro di Servizio, produrrà, entro il 31 agosto di ogni anno,  un report intermedio sulla attività realizzata al 30 giugno.   

In report intermedio consisterà in prospetti che evidenziano il grado di realizzo delle previsioni del bilancio, tenuto conto delle eventuali integrazioni approvate dallo stesso Comitato in corso di esercizio, nonché la situazione di cassa; dovranno essere evidenziati gli scostamenti più significativi.

Ai prospetti dovrà essere allegata una relazione che evidenzi gli obiettivi raggiunti, le modalità di attuazione delle attività, le voci di spesa relative e il calcolo dei costi sostenuti; dovranno essere  allegati i bandi approvati e l’elenco dei progetti presentati dalle associazioni ed ammessi a finanziamento.

 

Il report intermedio dovrà contenere il visto dell’Organo di controllo.

 

 

4/3  - documentazione di rendiconto

 

Il rendiconto finale consiste in prospetti di natura economica - patrimoniale e finanziaria, in cui il consuntivo della gestione del Centro di Servizio sarà confrontato con il programma ammesso dal Comitato di Gestione, comprensivo delle eventuali integrazioni approvate dallo stesso Comitato in corso di esercizio e con il consuntivo dell’esercizio precedente , evidenziando i relativi scostamenti.

Al rendiconto dovrà essere allegata una relazione che evidenzi gli obiettivi raggiunti, le modalità di attuazione delle attività, le voci di spesa relative, il calcolo dei costi sostenuti, gli impegni per attività che si concluderanno nell’esercizio successivo e ogni altra informazione di natura qualitativa e quantitativa, utile a consentire una corretta valutazione dell’attività svolta, degli utenti serviti, dell’impatto sul Volontariato e sul territorio.

 

Il Bilancio Consuntivo dovrà essere approvato secondo statuto, corredato dalla relazione dell’Organo di Controllo, completo della nota integrativa e dell’inventario delle immobilizzazioni materiali ed immateriali con vincolo di destinazione, in cui  la gestione del Centro risulterà  distinta da altre attività in capo alla Associazione chiamata ad essere Centro di Servizio e saranno altresì evidenziate eventuali somme impiegate per il finanziamento di attività relative alla gestione del Centro di Servizio provenienti da fonte diversa rispetto al Fondo Speciale per il Volontariato di cui all’art. 15 della Legge 266/91.

 

Dalla documentazione dovrà essere possibile determinare l’ammontare delle risorse che:

=   sono utilizzate dal Centro di Servizio per la copertura dei costi relativi alla realizzazione del programma  (proventi di competenza);

=   risultano impegnate per la conclusione nel prossimo esercizio di attività appartenenti al programma approvato dal Comitato di gestione per l’anno in riferimento  (residui passivi); non è ammesso conservare tra i residui passivi somme non corrispondenti a debiti effettivi;

=   rappresentano immobilizzazioni patrimoniali vincolate alla gestione del Centro di Servizio;

=   sono libere (debiti verso il Fondo Speciale per risorse in attesa di destinazione).

 

Il rendiconto dovrà essere redatto secondo lo schema allegato e dovrà consentire l’applicazione di un piano dei conti analitico ed uniforme tra CSV in modo da effettuare raffronti dei dati contabili nel tempo (fra anni diversi) e nello spazio (tra CSV diversi), così come indicato nella delibera del Comitato di gestione n. 23 del 20 luglio 2005.

 

I progetti regionali su tematiche specifiche dovranno essere evidenziati con rendicontazione separate utilizzando apposite sottocatalogazioni del piano dei conti.

 

In sede di rendiconto i Centri di Servizio per il volontariato dovranno redigere un bilancio sociale con lo scopo di evidenziare, fra l’altro, i risultati effettivamente conseguiti e le ricadute sul territorio delle azioni poste in essere.

 

 

 

SCHEMA DELLA STRUTTURA DEL BILANCIO DI PREVISIONE E DEL RENDICONTO

 

(OMISSIS)

 

 

 

 

 

 

 


Delibera del Comitato di Gestione n. 25 del 20/07/2009  Oggetto:riparto fondo speciale regionale per il volontariato anno 2010.

 

Il Presidente del Comitato di Gestione del Fondo Speciale Regionale per Volontariato, Silvano Spiller, riferisce che, sulla base delle informazioni pervenute, i fondi disponibili per l’anno 2010 provenienti dagli accantonamenti delle Fondazioni bancarie relativi all’anno 2008, sono i seguenti:

 

 

FONDAZIONI

Accantonamenti nei bilanci 2008

%

Fondazione B.M. Rovigo

9.407,00

0,20%

Fondazione C.R. Padova e Rovigo

1.507.823,49

31,77%

Fondazione di Venezia

662.027,00

13,95%

Fondazione C.R. Verona Vicenza Belluno e Ancona

2.561.171,56

53,96%

Fondazione Cassamarca

0,00

0,00%

Fondazione Monte di Pietà di Vicenza

6.128,00

0,13%

Totale complessivo

4.746.557,05

100,00%

 

 

Nell’anno 2006 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 12.671.416,81; tali somme sono state prese in considerazione nel VII riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2008, effettuato con delibera n. 22 del 24/07/2007.

 

Nell’anno 2007 le Fondazioni bancarie avevano accantonato la somma di € 15.208.572,18; tali somme sono state prese in considerazione nel VIII riparto del Comitato di Gestione dell’anno 2009, effettuato con delibera n. 36 del 01/09/2008.

 

Viste la riduzione dei fondi messi a disposizione dalle Fondazioni rispetto agli anni precedenti, si ritiene di utilizzare, per la prima volta, una parte del fondo di stabilizzazione accantonato allo scopo di garantire, nei limiti del possibile, flussi costanti di finanziamento ai CSV ed alle Associazioni di Volontariato. Si propone di utilizzate una quota di € 3.000.000,00; in tal modo il fondo totale si riduce da € 15.000.000,00 a € 12.000.000,00.

 

Il Comitato di Gestione ridimensiona l’importo complessivo del 23% ca. (da 613.849 a 474.655); inoltre, per non ridurre ulteriormente le disponibilità dei CSV per l’anno 2010, non prevede accantonamenti per attività progettuali del Comitato di Gestione.

 

Quanto sopra evidenziato consente ai CSV di poter disporre di un volume di risorse complessive pari a ca. il 70% dei fondi dell’anno 2009.

 

Il Presidente del Comitato di Gestione, a seguito di discussioni ed in previsione di una notevole riduzione dei fondi delle Fondazioni derivante dalla crisi economico-finanziaria, aveva inviato una lettera ai Presidenti dei CSV in data 15 dicembre 2008 affinché adottassero nella gestione dell’anno 2009 una particolare attenzione, parsimonia e oculatezza nell’erogazione delle spese, comprese quelle di funzionamento, provvedendo ad accantonare prudenzialmente eventuali economie nell’avanzo di amministrazione, che, da allora in poi, poteva essere inteso quale fondo di stabilizzazione.

 

Sulla base delle indicazioni dei Presidenti dei CSV comunicate nell’incontro a Padova il 20/5/2009, il risparmio di risorse sulla gestione dell’anno 2009 dovrebbe essere mediamente del 15% ca.. Tale risparmio potrà essere sommato alle disponibilità del III settore dell’anno 2010 in modo che i CSV, in ultima analisi, potranno contare per l’anno 2010 su di un volume di risorse complessive quasi pari a quello dell’anno 2009.

 

I criteri per la definizione del  “Piano di programmazione per il 2010” saranno adottati con successivo provvedimento, spiegando dettagliatamente le modalità contabili-amministrative di utilizzo del fondo di stabilizzazione dell’anno 2009, riportando gli altri indirizzi specificati nella presente deliberazione e tenendo conto delle seguenti deliberazioni del Comitato di Gestione:

- n.  5 del 27/02/2007 - Linee guida sui rapporti tra Coordinamento delle Associazioni di Volontariato e Organo deliberativo dei CSV;

- n. 35 del 1/9/08 - linee guida per i regolamenti dei servizi e di accesso dei CSV;

- n. 41 del 7/10/2008 - Criteri per il fondo speciale regionale per il volontariato anno 2009.

 

Oltre a quanto evidenziato è opportuno che anche i CSV prestino particolare attenzione alla riduzione delle proprie spese di funzionamento, per cui si ritiene di introdurre, sin d’ora, la seguente direttiva:

 

“le spese di funzionamento dei CSV dovranno essere contenute nel limite del parametro fisso annuale di riparto dei fondi (€ 250.000) o nel limite del 95% degli stanziamenti del I e II settore indicati nel bilancio preventivo dell’anno 2009.”

 

Restano fermi gli altri criteri di riparto, così come stabilito dal Comitato di gestione negli anni precedenti.

 

 

FONDO SPECIALE PER IL VOLONTARIATO PRESSO LA REGIONE VENETO

 

 

IX RIPARTO ANNO 2010

 

 

Risorse afferenti all'es. 2008 delle Fondazioni

 

 

2010

NOTE

Fondo Speciale per il Volontariato per l'anno  (a):

4.746.557,05

tot. accantonamenti nei bilanci 2008 delle Fondazioni: € 4.746.557,05

Avanzo di amministrazione del Comitato di Gestione penultimo anno precedente:

419.717,00

Delibera del Comitato di Gestione n. 13 del 24/06/2009

Somme restituite dai CSV per economie su progetti a valenza regionale:

117.958,76

Dato calcolato dalla Segreteria

Tot. (b):

5.284.232,81

 

Risorse riservate al Comitato di Gestione per le attività progettuali:

0,00

 

Somme spettanti al Comitato di Gestione per spese di funzionamento, in % sul Fondo assegnato (a):

474.655,71

 pari al 10% degli accantonamenti delle Fondazioni

Somme a disposizione dei Centri di Servizio per l'anno:

4.809.577,11

 

 

 

 

ACCANTONAMENTI (+) E UTILIZZO (-) FONDO STABILIZZAZIONE

-3.000.000,00

Utilizzo del fondo di stabilizzazione

Somme a disposizione dei Centri di Servizio per l'anno, tenuto conto del fondo di stabilizzazione:

7.809.577,11

Tot. a disposizione per CSV (pari al 70% ca. dei fondi dell'anno prec.)

Totale fondo di stabilizzazione:

12.000.000,00

Ammontare tot. del Fondo di stabilizzazione dopo il presente riparto

 

 

 

La somma a disposizione dei Centri di Servizio risultante dalla tabella precedente è a sua volta ripartita tra i Centri di Servizio secondo i seguenti parametri:

-         fisso di € 250.000,00 per ciascun Centro di Servizio;

-         40% secondo il numero di associazioni di ciascuna provincia;

-         40% secondo la popolazione di ciascun provincia;

-         20% secondo l’estensione territoriale di ciascuna provincia

 

 

RIPARTO ANNO 2010

Ammontare somme del Fondo Speciale Regione Veneto assegnate ai Centri di Servizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CENTRI DI SERVIZIO

Parametro

Popolazione

% Pop.

Ris.su pop.ne 40%

N. Ass.

% Ass.

Risorse Ass. 40%

Estensione Territ.

% Ter.

Risorse Territ. 20%

Totale

BELLUNO

 250.000,00

213.612

       4,42

        107.144,65

   161

      7,99

      193.665,89

     3.678,08

   20,03

   242.723,60

            793.534,14

PADOVA

 250.000,00

909.775

     18,83

      456.329,79

  357

    17,72

     429.433,06

       2.141,60

     11,66

     141.328,32

          1.277.091,17

ROVIGO

 250.000,00

246.255

        5,10

        123.517,89

  102

      5,06

       122.695,16

      1.788,66

      9,74

      118.037,13

             614.250,18

TREVISO

 250.000,00

869.534

     17,99

       436.145,50

  348

    17,27

       418.607,01

     2.476,68

    13,49

    163.440,90

          1.268.193,41

VENEZIA

 250.000,00

844.606

     17,48

       423.641,98

  304

    15,09

     365.679,69

      2.460,19

    13,40

    162.352,69

         1.201.674,36

VERONA

 250.000,00

896.316

     18,55

      449.578,95

  423

   20,99

     508.824,04

      3.097,19

    16,87

   204.389,55

         1.412.792,55

VICENZA

 250.000,00